Riccione regina del turismo natalizio, Rimini premiata dagli eventi fieristici

Dati comunque in calo rispetto al 2018 con punte che arrivano a una flessione di oltre il 40%

Annaspa il turismo nella provincia di Rimini che, nei primi tre mesi dell'anno in corso, registra una flessione del 3,8% rispetto al 2018. Secondo le stime provvisorie diffuse dalla Regione Emilia-Romagna, e che si basano sulle strutture turistiche, nel periodo tra gennaio e marzo gli unici comuni a brindare per un segno positivo sono Rimini (+ 3,6%), Santarcangelo (+ 3,4%) e le realtà dell'Appennino (+ 48,4%). Un vero e proprio crollo, invece, per Cattolica (-46,9%), Bellaria (-45,6%) e Misano (-24,4%). Incrociando i dati delle presenze con quello dei pernottamenti, Rimini mantiene il segno positivo (+ 3,3%), Santarcangelo registra un aumento a doppia cifra (+11,7%) e Misano (+5,9%) in segno negativo, invece, Riccione (-1,4%), Cattolica (-44,7%), Bellaria (39,5%) e le realtà dell'Appennino (-62,7%).

Se, per Rimini, i primi tre mesi dell'anno hanno anche coinciso con gli appuntamenti fieristici che tradizionalmente richiamano migliaia di congressisti, Riccione si è confermata come la regina delle festività natalizie come ha sottolineato lo stesso assessore al Turismo, Stefano Caldari. "I dati appena pubblicati dall’Osservatorio statistico della Regione Emilia-Romagna confermano l’ottima performance di Riccione nel periodo natalizio - ha commentato l'assessore. - Avevamo già sottolineato i numeri eccezionali di dicembre 2018, che oltretutto aumentano in maniera significativa nei dati consolidati rispetto ai provvisori, segnando +10% per gli arrivi e +16,4% per le presenze; quelli di gennaio 2019, se pure registrano una flessione negli arrivi (-1,9%), vedono un più che positivo +5,3% per le presenze. A consolidare la performance di Riccione rispetto alle festività invernali ci sono anche i dati dell’uscita al casello autostradale dell’A14 che per dicembre 2018 sono i più alti della costa da Ferrara a Cattolica con +4,7% e a Capodanno, dal 29 al 31 dicembre toccano il +14,7% (il dato medio della riviera si ferma al +3,8%) con uno straordinario +24% il giorno 30 dicembre".

"I primi tre mesi dell’anno - puntualizza Caldari - hanno invece il segno meno, -5,9% per gli arrivi e -1,4% per le presenze e questo si può spiegare attraverso uno sguardo ampio e non prendendo i numeri isolati dal contesto. Le statistiche turistiche, lo sottolineo sempre, vanno lette tenendo presente il quadro complessivo, che è condizionato inevitabilmente da diversi fattori, che vanno dalle date in cui cadono le festività – si pensi a quanto incide la variabilità della Pasqua – agli eventi, per esempio quelli fieristici e congressuali, che soprattutto nei mesi invernali fanno la differenza. Se si guardano i dati di marzo, infatti, si nota che sono per tutto il territorio provinciale con il segno meno, poiché nel 2018 Pasqua è stata il primo aprile e quindi gli arrivi si sono sicuramente concentrati a marzo, cosa che quest’anno non esiste e fa supporre che i prossimi dati di aprile saranno invece buoni. Ad integrare queste considerazioni, d’altro canto, ci sono i dati delle uscite al casello A14 dei primi tre mesi dell’anno che invece sono molto positivi e superiori in tutti i singoli mesi alla media della costa: +1,6% a gennaio, +15,6% a febbraio, +13% a marzo. In conclusione la considerazione è sempre che Riccione ha un forte appeal, è un brand molto ben posizionato sul mercato, il palinsesto di eventi che mettiamo in campo e il nuovo disegno di città vanno in questa direzione, una strada chiara e riconoscibile, quella di una città che fa dell’innovazione e della sfida sulla qualità il suo punto di forza".

"I dati parziali diffusi dalla Regione - ha commentato Patrizia Rinaldis, presidente dell'Aia - vanno letti considerando che lo scorso anno la Pasqua cadeva il 31 marzo e il numero di arrivi coincideva con il primo trimestre. Le flessioni più pesanti, inoltre, riguardano le località marine che in inverno toccano il minimo di turisti. Alla luce di questo, non possiamo certo parlare di un'ecatombe del turismo".

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