Abusivismo edilizio, fenomeno in crescita: già 220 denunce

Nei primi dieci mesi dell'anno (periodo 1 gennaio-31 ottobre) l'attività di contrasto al fenomeno dell'abusivismo edilizio sul territorio provinciale da parte dei Comuni ha prodotto complessivamente 220 denunce

Nei primi dieci mesi dell’anno (periodo 1 gennaio-31 ottobre) l’attività di contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio sul territorio provinciale da parte dei Comuni ha prodotto complessivamente 220 denunce all’autorità inquirente competente (trasmesse alla Regione Emilia Romagna e alla Provincia di Rimini), tra segnalazioni di irregolarità in materia edilizia e istanze di demolizione di manufatti non autorizzati.

Nonostante ancora parziale (mancano infatti i mesi di novembre e dicembre), si tratta di un numero già in crescita rispetto all’anno 2010, quando le denunce si fermarono nell’arco dei 12 mesi a 191. Invece, in linea con il dato relativo al 2011 quando al 31 dicembre si ebbero complessivamente 249 segnalazioni di abuso edilizio.

Più nel dettaglio, nei dieci mesi del 2012 sono state 128 le segnalazioni nel Comune di Rimini (92 nell’intero anno 2011), con picchi a gennaio (19) e marzo (21). Venticinque  le denunce a Riccione contro le 40 totali dell’ scorso anno (18 nel 2010). Seguono Santarcangelo con 13 (12 nel 2011 e 21 nel 2010), San Giovanni in Marignano con 10 (15 nel 2011 e 3 nel 2010), Coriano con 8 (9 sia nel 2011 che nel 2010). Alcuni Comuni non hanno ancora completato la trasmissione delle denunce a Regione e Provincia.

“Naturalmente questa statistica non deve essere interpretata come una graduatoria che divide i buoni dai cattivi - dichiara l’Assessore all’Urbanistica, Vincenzo Mirra - i dati in crescita sono anche spiegabili con l’incremento dell’attività ispettiva da parte di alcuni Comuni, evidentemente più attenti nei confronti del contrasto al problema profondo dell’abusivismo edilizio. Semmai i numeri evidenziano come il fenomeno non accenni a retrocedere. Come ho già avuto modo di affermare nei mesi scorsi, il paradosso è che la crisi quasi si abbatta con più violenza sull’edilizia regolare piuttosto che sulla scorciatoia dell’abuso piccolo e grande".

"E questo pur in un contesto di assoluta attenzione legislativa e normativa alla questione che però può produrre l’effetto contrario, causa farraginosità dei percorsi amministrativi e diversità interpretativa dei livelli istituzionali coinvolti - chiosa Mirra -. Resta il fatto che il territorio riminese ha bisogno di essere ancora più tutelato e dunque rinnovo il mio invito ad inasprire ulteriormente l’attività di contrasto a questo genere di reati, che non hanno alcuna giustificazione sia che ci sia o non ci sia crisi economica. Allo stesso tempo ritengo improrogabile il tempo in cui l’esecutivo centrale e le Regioni procedano alla semplificazione degli iter burocratici; non è raro che norme confuse e contraddittorie e tempi autorizzativi infiniti inducano alla ‘tentazione’ edilizio.”.

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