Anziana aggredita, versioni completamente diverse dai due accusati

La ragazza continua a protestarsi innocente scaricando la colpa su degli stranieri, il fidanzato ammette gli addebiti

Interrogatorio di convalida, nella mattinata di venerdì, per i due findanzati accusati di aver aggredito, legato e rapinato una 80enne nella sua abitazione nella serata di martedì alla Gaiofana di Rimini. La coppia, arrestata all'alba di mercoledì dagli inquirenti della squadra Mobile, era stata individuata in poche ore grazie al racconto della vittima che aveva riconosciuto nella ragazza la figlia 23enne della propria vicina di casa. Difesa dall'avvocato Nicola De Curtis, la giovane ha negato davanti al gip di essere stata l'autrice della violenta rapina sostenendo la tesi che, nel condominio al civico 2 di via don Milano erano presenti degli estrani, con tutta probabilità dell'est Europa. Secondo il racconto della 23enne, quel pomeriggio era andata sì dall'anziana vicina di casa per chiederle un aiuto economico ma, verso le 16, era uscita dall'abitazione dove avrebbe visto gli stranieri e, come ha ribadito davanti al magistrato, sarebbero stati loro a compiere la rapina. Sempre secondo quanto dichiarato al gip solo verso le 19, dicendosi preoccupata per aver visto gli estranei tre ore prima, aveva telefonato alla propria madre facendo così scoprire l'anziana legata e imbavagliata nella sua abitazione. Il legale della ragazza ha quindi chiesto gli arresti domiciliari per la sua assistia e, il giudice, si è riservato sulla decisione.

Completamente diverso il racconto del fidanzato della giovane, un 25enne siciliano già noto alle forze dell'ordine come tossicodipendente e difeso dall'avvocato Maria Rivieccio. Il ragazzo, infatti, davanti al gip ha sostanzialmente ammesso tutti gli addebiti spiegando che, la sua fidanzata, era entrata a casa dell'80enne per chiederle un aiuto economico mentre lui era rimasto sul pianerottolo con la porta dell'appartamento che era stata lasciata aperta. Secondo la sua versione, non era a conoscenza delle intenzioni della 23enne e, quando ha sentito parlare di soldi, è entrato all'interno cercando di coprirsi il volto con un ombrello. Una volta dentro avrebbe quindi afferrato l'anziana per le spalle per poi spingerla verso la camera da letto e legarla con del nastro adesivo, tappandole anche la bocca, per poi chiuderla all'interno.

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