Approvato il decreto sull'enoturismo, Coldiretti brinda all'accoglienza nelle cantine

Saranno regolarizzate le attività formative legate al vino. "Una nuova opportunità per le aziende agricole, saranno necessari alcuni requisiti e il rispetto di standard di qualità"

Coldiretti brinda all'enoturismo dopo l'approvazione del decreto. "Agricoltori, certo, ma anche co-attori importanti della valorizzazione turistica del territorio. Questo il ruolo plurimo che le aziende agricole e agrituristiche della provincia di Rimini, territorio dall'indiscutibile appeal turistico, rivestono e rivendicano. Un ruolo che ora trova nell'Enoturismo, novità presente nell'ultima Legge di Bilancio, ulteriori opportunità di crescita. Alla luce della forte partecipazione al Vinitaly di aziende vitivinicole Riminesi, è peraltro ancora più attuale il dibattito nato attorno alla nuova 'normativa enoturismo' che, per Coldiretti, “rappresenta senza dubbio uno strumento utile alla promozione del territorio, nonché dell’attività di formazione e informazione”.

Sono state, infatti, definite a livello nazionale le linee guida per l’esercizio delle attività enoturistiche quali attività di conoscenza e divulgazione del mondo del vino e del luogo di produzione, con visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda e delle cantine, e con iniziative a carattere didattico e ricreativo. I principi generali esposti dal Decreto devono ancora essere completati da norme regionali che chiariscano, ad esempio, i requisiti di adeguata competenza e formazione in capo agli 'eno-tutor', ma anche come devono essere attrezzati gli ambienti agricoli idonei ad ospitare attività di enoturismo. “Siamo in attesa – commenta Guido Cardelli Masini Palazzi, Presidente di Coldiretti Rimini – delle indicazioni specifiche della Regione Emilia Romagna, fondamentali per concretizzare quella che è indubbiamente un’opportunità per ampliare l’offerta delle aziende agricole e vitivinicole, che nel riminese rappresentano un’eccellenza”.

“La nuova normativa - precisa Anacleto Malara, Direttore di Coldiretti Rimini -  prevede infatti che per svolgere le attività enoturistiche sia necessario il possesso di alcuni requisiti e il rispetto di standard di qualità, tra i quali: l’apertura minima di tre giorni settimanali, la predisposizione di materiale informativo sull’azienda e sulla zona di produzione, un sito web aziendale, strumenti di prenotazione delle visite, personale formato sulle attività e sulle caratteristiche del territorio”. Quanto all’attività di degustazione del vino in abbinamento ad alimenti, il decreto stabilisce che si possano servire prodotti agroalimentari freddi preparati dall’azienda stessa, anche manipolati o trasformati, pronti per il consumo nel rispetto della normativa igienico-sanitario e prevalentemente legati alle produzioni locali e tipiche della Regione in cui è svolta l’attività enoturistica, in ogni caso l’attività non può prefigurare un servizio di ristorazione. “L’inizio dello svolgimento dell’attività enoturistica, ricorda Giorgio Ricci, vice Direttore Coldiretti Rimini, deve essere preceduta dalla presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività (Scia) al Comune di competenza. L’attività enoturistica svolta dall’imprenditore agricolo, ai quali offriremo tutta l’assistenza necessaria non appena la Regione definirà le modalità di applicazione delle linee guida stabilite dal decreto, è considerata attività connessa a quella agricola”.

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