Rimini è la seconda provincia in Italia per PIL turistico pro capite

A stilare la calssifica è il quotidiano economico Il Sole24Ore che, nell'edizione odierna, fa il punto sul Pil turistico

Ogni cento euro di ricchezza creata in Italia, 12 si devono al turismo, cifra che supera abbondantemente i 30 euro nelle località a maggiore vocazione turistica come Rimini, Venezia, Sassari, Trento. Si vede così come quattro regioni - il Veneto con 23,1 miliardi di valore aggiunto turistico, la Lombardia con 22,3 miliardi, la Toscana con 18,4 e il Lazio con 17,9 - valgano la metà dei 183 miliardi di ricchezza generata dal turismo in Italia. A livello di province, invece, il valore aggiunto turistico supera in termini assoluti il 30% del Pil territoriale a Rimini, Venezia, Bolzano, Grosseto, Livorno, Aosta, Trento, Sassari, Imperia e Vibo Valentia. Queste ultime tre province spariscono dalla cima della classifica, se invece si misura la ricchezza turistica per abitante. E la nuova top ten, dove entrano invece Savona, Belluno e Ravenna è monopolio esclusivo del Nord Italia. A stilare la calssifica è il quotidiano economico Il Sole24Ore che, nell'edizione odierna, fa il punto sul Pil turistico.

“A poche ore dallo straordinario successo del Capodanno a Rimini - commenta il sindaco, Andrea Gnassi - con il suo record di presenze e partecipazione dovuto a un programma che miscela spettacolo, cultura, divertimento, creatività, tradizione e curiosità in tutte le piazze della città, il quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’ ‘fissa’ il valore dell’industria turistica riminese attraverso la pubblicazione di un dato significativo: quella di Rimini è la seconda provincia in Italia per PIL turistico pro capite, cioè per valore aggiunto prodotto dal turismo per ogni residente. L’industria turistica ‘arricchisce’ mediamente ogni riminese di 13.714 euro, dietro nel Paese alla sola Bolzano (16.132 €) e davanti a Venezia (12.308 €), Aosta (10.713 €), Trento (9.993 €), Grosseto (9.147 €), Livorno (8.171 €), Savona (7.509 €), Belluno (7.312 €) e Ravenna (6.585 €). Seguono le altre 95 province con attestati economici decrescenti. Il dato è elaborato da una interessante ricerca di Regione e Unioncamere Emilia Romagna, intitolata ‘Il turismo invisibile’, pubblicata nelle scorse settimane e redatta da Guido Caselli, il direttore del Centro Studi e Statistica di Unioncamere Emilia-Romagna. Da questa analisi, che incrocia ogni dato e fonte su tutto ciò che compone l’universo turistico italiano e che in prima battuta mette in evidenza il gap tra potenzialità e gap del’industria del Paese, emerge una fotografia non banale della forza del turismo riminese".

"Proviamo in sintesi a mettere in fila qualche aspetto: Rimini è al secondo posto in Italia per presenze turistiche per abitante, con 45,6 contro una media italiana di 6,5. Se mediamente un viaggiatore straniero spende in Italia 425 euro (105 per ogni giorno di presenza), nella nostra provincia  ne spende dai 560 ai 760; Venezia, Roma, Bolzano, Rimini e Trento sono, nell’ordine, i territori che offrono il maggior numero di posti letto. Per media/100 abitanti, in testa c’è Rimini con 51 posti letto. Se il valore aggiunto del turismo in Italia è mediamente del 12,2 per cento (ogni 100 euro di ricchezza creata in Italia, 12,2 si devono al turismo), a Rimini e per sole altre 8 province questo numero sale vertiginosamente fino a sfondare la barriera del 30 per cento. Oltre due volte e mezzo la media italiana. Questo aspetto è la risultante di altri primati riminesi: primi per valore aggiunto turistico diretto (oltre il 20 cento), addetti (oltre il 30 per cento), imprese (oltre il 25 per cento). Il valore aggiunto turistico in Emilia Romagna risulta pari a 16,2 miliardi di euro, l’11,8 per cento del valore aggiunto regionale. Di questi 16 miliardi, oltre 9 sono realizzati dalle province della Romagna. Una differenza che risulta ancora più marcata in termini di incidenza sul valore aggiunto complessivo: in Romagna il turismo pesa per quasi il 30 per cento, in Emilia la quota è del 6,6 per cento. A guidare la graduatoria è Rimini, con un’incidenza del turismo sul valore aggiunto provinciale complessivo del 53 per cento. Considerando che il 42 per cento di tutte le presenze turistiche regionali si registra in provincia di Rimini e che sul nostro territorio trova occupazione il 31 per cento degli addetti turistici, “il dato che stima nel 28 per cento il contributo di Rimini alla creazione del valore aggiunto turistico regionale sembra coerente” scrive Caselli. In valori assoluti, il valore aggiunto del turismo a Rimini supera dunque i 3,5 miliardi di euro, due terzi dei quali di valore diretto e un terzo indiretto/indotto".

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