Emergenza clima, l'appello del fisico del clima Pasini: "In questa lotta serve unire le forze"

Dal 1900 ad oggi, a Rimini temperatura media annua si è alzata di ben 3 gradi

"Evitiamo dispute pseudo-scientifiche e mettiamo da parte anche le divisioni politiche per unirci, tutti insieme, nella lotta contro il cambiamento climatico finché siamo ancora in tempo. Tutti possono dare il proprio contributo: i singoli individui con i loro comportamenti quotidiani, le città con le politiche che si disegnano a livello locale, gli Stati e le loro Unioni o Federazioni. Ma la condizione per vincere è quella di superare gli steccati e di cooperare ad ampio raggio". Questo, in estrema sintesi, l’appello lanciato da Antonello Pasini, fisico del clima riminese, docente all’Università Roma Tre, ricercatore presso il CNR, autore di numerosi articoli, saggi e pubblicazioni, e del blog “Il Kyoto fisso”, durante la conferenza tenutasi venerdì scorso presso l’Università con oltre 100 partecipanti, nell’ambito del programma di iniziative “Green meetings” promosse da Comune di Rimini e Piano Strategico.

La nota del Comune

Se è indubbio che i cambiamenti climatici si sono sempre registrati sulla terra anche prima dell’avvento dell’uomo, con l’alternanza di periodi caldi e di ere glaciali, è però altrettanto dimostrato che il riscaldamento del pianeta che si è registrato negli ultimi 5 o 6 decenni è strettamente connesso all’agire umano. La concentrazione dei gas serra che, agendo con quello che Pasini chiama “effetto piumino”, intrappolano il calore nell’atmosfera, sta infatti aumentando enormemente per colpa dei combustibili fossili e della deforestazione, con conseguenze mai riscontrate in precedenza, come dimostrato dagli studi che Pasini e i suoi colleghi hanno condotto grazie ad un modello di intelligenza artificiale che consente di studiare il comportamento del sistema complesso che “regola” gli andamenti climatici, basandosi sulla disamina dei dati reali. Le conseguenze del global warming sono estremamente preoccupanti in quanto producono sia conseguenze fisiche che socio-economiche, entrambe molto gravi". Da un lato, infatti, il riscaldamento globale provoca l’aumento di temperatura del mare, con la conseguente maggior produzione di vapore acqueo che genera la comparsa delle nubi, e questo surriscaldamento si trasferisce dal mare all’atmosfera sotto forma di energia, ragion per cui assistiamo a fenomeni meteorici sempre più violenti, che producono danni talvolta irreversibili soprattutto nei Paesi in via di sviluppo". Dall’altro, le conseguenze dei cambiamenti climatici si riflettono anche sui conflitti e sulle migrazioni, tema a cui Antonello Pasini ha dedicato un libro scritto con il diplomatico Grammenos Mastrojeni, e intitolato “Effetto serra, effetto guerra”.

Ecco perché, per contrastare seriamente questo problema globale, non serve ergere muri ma occorre operare sempre di più sulla cooperazione internazionale soprattutto per contrastare i fenomeni sempre più gravi e diffusi di desertificazione che rendono inospitali tante aree, soprattutto dell’Africa e dei Paesi più fragili, costringendo le persone a scappare per cercare una via di salvezza.

Ma il tema riguarda, appunto, tutti e quindi anche le città del nostro occidente, secondo Pasini, possono e devono fare molto su questo fronte, inclusa Rimini. Basti pensare che una recente indagine del Sole 24 Ore ha dimostrato che, dal 1900 ad oggi, nella nostra città la temperatura media annua si è alzata di ben 3 gradi. Un dato, questo, che ci pone in linea con quella tendenza alla tropicalizzazione dell’area mediterranea che rappresenta un fenomeno estremamente preoccupante, da contrastarsi con tutti i mezzi che la politica, a tutti i livelli, può adottare, e che postula un profondo cambiamento di mentalità e di comportamento anche in tutto il contesto sociale ed economico, a partire dalle imprese per arrivare ai singoli cittadini.

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I “Green Meetings” proseguiranno l’11 dicembre alle 16.30 presso Rimini Innovation Square, Corso d’Augusto 62, con l’evento “Adriatico: salvaguardia e biodiversità del nostro mare” nel quale interverranno, oltre all’Assessore all’Ambiente Anna Montini e al presidente del Piano Strategico Maurizio Ermeti, Attilio Rinaldi, Presidente Centro Ricerche Marine Cesenatico/Cervia, Luigi Vicari, Direttore Agenzia regionale per la prevenzione, l´ambiente e l´energia dell´Emilia-Romagna (Arpae), Pierpaolo Martinini, Responsabile Fognatura e Depurazione Romagna Gruppo Hera e Massimiliano Ugolini, Goletta Verde, Legambiente Onlus.

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