La vittima ricostruisce il tentato omicidio al parco della Cava

Prosegue il processo a Marco Zinnanti per l'agguato teso a un omosessuale all'alba del 17 giugno del 2012. Il killer riconosciuto dall'uomo

E' stata la volta della vittima, un omosessuale 55enne, a salire sul banco dei testimoni nel processo che vede imputato Marco Zinnanti per il tentato omicidio avvenuto all'alba del 17 giugno del parco della Cava a Rimini. L'uomo, noto commerciante riminese, ha testimoniato quanto avvenuto quella notte riconoscendo, allo stesso tempo, il suo aggressore. "Quella notte intorno alle 5 - ha ricordato il 55enne - mi trovavo in bicicletta lungo i sentieri del parco, noto per essere un luogo di ritrovo per omosessuali in cerca di sesso, quando ho notato un giovane che richiamava la mia attenzione. Mi ha avvicinato cercando di addescarmi e, quando siamo stati a non più di 3 metri di distanza, ha estratto una pistola da sotto il giubbotto. Ha detto alcune parole, 'questa mattina ti è andata male', e ha iniziato a fare fuoco. Non mi aspettavo di trovarmi una pistola davanti, ma un tesserino della Questura, e senza pensarci ho iniziato a pedalare cercando di scappare. Alcuni colpi, forse 2 o 3, mi hanno preso al mento ferendomi leggermente tanto che, ancora oggi, ho alcune schegge di piombo nel collo, mentre un altro colpo mi ha raggiunto il polpaccio passandolo da parte a parte".

In seguito alla sparatoria, l'omosessuale venne medicato in ospedale e, successivamente, con gli esperti della Questura disegnò un identikit rivelatosi poi molto somigliante a Zinnanti. Gli agenti della squadra Mobile, quando perquisirono l'abitazione di via Lince, dove Zinnanti viveva coi genitori in occasione dell'arresto per l'omicidio Bernabini, trovarono la copia di un quotidiano locale che, in prima pagina, riportava l'identikit. Il processo è poi proseguito con la richiesta di acquisire la cartella medica della vittima stilata, dal pronto soccorso, quando il 55enne venne medicato per i colpi di pistola. Il collegio, invece, si è riservato di decidere sulla richiesta della difesa, sostenuta da Marco Di Troia, di effettuare una perizia balistica per accertare la compatibilità delle lesioni riportate dalla vittima con la versione agli atti. L'udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 18 settembre quando, sul banco dei testimoni, salirà anche Marco Zinnanti.

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