Trasporto pubblico locale, aumenta il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti

La corsa semplice passerà da 1,20 euro a 1,30 euro per una zona mentre l'abbonamento avrà un incremento medio mensile da 1 a 3 euro a seconda dei casi (un euro in più al mese per la linea urbana)

 La Giunta della Provincia di Rimini ha approvato il “Piano di riprogrammazione dei servizi di trasporto pubblico locale” e l’adeguamento alle ‘tariffe obiettivo’ previste dalla Regione Emilia Romagna. Il primo è un atto necessario per adempiere a quanto previsto dalla legge di stabilità e dal DPCM dell’ 11/03/2013, che istituisce il fondo unico per il trasporto e nuovi criteri a livello nazionale per l’assegnazione delle risorse alle Regioni e di conseguenza ai vari bacini di utenza, sia per il trasporto su gomma che su ferro.

Nella sostanza, il “Piano di riprogrammazione” del bacino provinciale di Rimini - redatto da Agenzia Mobilità come contributo locale al Piano regionale - recepisce le operazioni di razionalizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma messe in campo dal 2011, in conseguenza del forte taglio dei trasferimenti dal Governo alle Regioni. Per quanto riguarda il nuovo piano delle tariffe, che verrà applicato dal gestore del trasporto pubblico locale entro la fine del 2013, dispone che il bacino riminese si allinei alle “tariffe obiettivo” previste dalla Regione Emilia Romagna.

Questa manovra è nel segno della continuità con quanto già approvato tra 2009 e 2010 con il passaggio da 1 euro ad 1,20 della tariffa minima da applicare come criterio base per la determinazione delle tariffe. Infatti occorre ricordare che le tariffe dei trasporti pubblici sono, nella nostra Regione, determinate sulla base di zone tariffarie, per cui si paga il biglietto o l’abbonamento a seconda di quante zone si attraversano spostandosi da un luogo all’altro. Ciò ha consentito l’introduzione del sistema chiamato Stimer, che permetterà di viaggiare in Emilia Romagna con un unico titolo di viaggio, da una città all’altra. Il criterio che è stato adottato nel ridefinire le tariffe, ha inteso tutelare gli utenti abituali, studenti e lavoratori, puntando alla fidelizzazione della clientela, ed anche i turisti che acquistano biglietti di tipo cumulativo durante la propria vacanza.

La corsa semplice passerà da 1,20 euro a 1,30 euro per una zona mentre l’abbonamento avrà un incremento medio mensile da 1 a 3 euro  a seconda dei casi (un euro in più al mese per la linea urbana). Rimane invariato il costo del biglietto acquistato in vettura per spostamenti da una o due zone. Per chi ha esigenze di usare il mezzo pubblico una tantum, rimarranno in vigore i titoli di viaggio giornalieri e plurigiornalieri  (come l’Orange ticket ) acquistabili per più zone a seconda delle esigenze. Resterà in vigore anche l’abbonamento “Super 60”, che è una peculiarità dell’area riminese (costo di 214 euro per una zona, + 10 euro rispetto al costo attuale).

E infine l’abbonamento annuale famiglia, particolarmente vantaggioso per chi ha necessità di due o più abbonamenti: con 400 euro una famiglia di quattro persone si muove tutto l’anno su tutti i mezzi in ambito urbano  e, con 500 euro, anche in ambito extra urbano. Questa flessibilità e questi aumenti, contenuti rispetto ad altri bacini (l'abbonamento di 10 mesi per gli studenti riminesi è inferiore di 35 euro rispetto alla tariffa regionale), sono possibili nella provincia di Rimini, in quanto il flusso turistico, genera entrate per il trasporto pubblico che in altre aree sono assolutamente impensabili. Infatti nel rapporto costi/ricavi in relazione alle entrate dalla bigliettazione il bacino riminese è il primo in Regione, dopo Bologna, che fa storia a sé per numero di passeggeri.

“Bisogna essere onesti e dire che non ci aspettano tempi buoni - dichiara l’Assessore alla Mobilità della Provincia di Rimini, Vincenzo Mirra-. Intanto perché è almeno tre anni che il Governo taglia i trasferimenti alle Regioni, e se il trasporto pubblico in Emilia Romagna ancora funziona, nonostante tutto, è perché la Regione sopperisce con risorse sue alle decurtazioni nazionali che si aggirano sui 50 milioni di euro ogni anno -. Non solo, i nuovi criteri contenuti nella legge di stabilità 2013 prevede di mantenere inalterate le risorse per il trasporto pubblico solo se aumenteranno i passeggeri: una cosa praticamente impossibile da programmare.”. Tra il 2011 e il 2013 i km percorsi dai mezzi pubblici nel bacino riminese sono stati ridotti del 5%, a fronte di una diminuzione delle risorse economiche del 7% circa. Nuovi, ulteriori tagli porterebbero a una situazione critica, in cui il rischio maggiore sarebbe per le linee con un minor numero di passeggeri.

“Questa ipotesi è da contrastare con tutti i mezzi, perché andrebbe a penalizzare i centri minori- continua Mirra-. Proprio per questo dico che c’è ancora un margine di intervento per maggiore efficienza e risparmio nella gestione delle imprese che gestiscono il trasporto pubblico. E’ uno sforzo obbligato, più che necessario, anche perché i Comuni non ce la fanno a sostenere maggiori oneri per il trasporto pubblico, pur sapendo che una quota di finanziamento è doverosa ed anche obbligatoria”.

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