Con le pistole softair sparano contro gli alunni di una scuola elementare

Sono una quindicina i bambini raggiunti dai pallini esplosi nei pressi dell'istituto di via don Milani, sul posto sono accorse le volanti della polizia di Stato

Un gioco stupido che ha rischiato di provocare serie lesioni a un gruppo di bambini quello messo in atto, nella mattinata di martedì, da un gruppo di ragazzini. Teatro dello sconcertante episodio è la scuola elementare della Gaiofana, in via don Lorenzo Milani, dove verso le 11.00 sono iniziati a piovere pallini da tutte le parti sparati da delle pistole da softair. Una quindicina i piccoli raggiunti dai proiettili, tutti fortunatamente senza gravi conseguenze, con gli insegnati che hanno fatto scattare l'allarme e, alla Gaiofana, sono arrivate tre pattuglie della polizia di Stato. Gli agenti hanno pattugliato la zona scoprendo, poco lontano, un gruppo di ragazzini armati con le pistole a gas che, da un terrazzo, stavano facendo il tiro al bersaglio. In un primo memento, i giovani non si sono resi conto della gravità della bravata e si sarebbero scaricati la colpa l'uno sull'altro. Alla fine sette ragazzi, di cui tre minorenni, sono stati denunciati.

Sulla questione ha preso la parola il vicesindaco con delega ai servizi educativi del Comune di Rimini, Gloria Lisi: “L'episodio che ha visto coinvolti gli alunni della scuola elementare di Gaiofana, vittime inconsapevoli di un “tiro al bersaglio” da parte di ragazzini armati di pistole a gas (di quelle utilizzate nel softair, repliche di quelle vere ma a pallini), mi lascia soprattutto addosso un senso di preoccupazione. Quello che agli occhi dei ragazzini coinvolti (tutti identificati dalla Polizia, prontamente intervenuta su segnalazione delle insegnanti) era evidentemente un passatempo, ma ha rischiato di trasformarsi a tutti gli effetti in qualcosa di ben più drammatico".

"Pur se non si sono registrate conseguenze fisiche sui piccoli scolari, resta inalterata e pesantissima la gravità del gesto in sé, che denota una pericolosa sottovalutazione dei rischi da parte dei ragazzini armati di repliche di armi. Esiste infatti un sottile limite tra la bravata, la marachella, e l'infrazione non solo della legge, ma anche delle più elementari regole del buon senso e della convivenza civile. Questo limite, nel caso specifico, caso è stato purtroppo superato - chiosa -. È da sottolineare invece la pronta reazione delle docenti e del preside della scuola, che hanno immediatamente coinvolto la Polizia e affrontato nel migliore dei modi una situazione certamente inedita, potenzialmente molto pericolosa e comunque destabilizzante per bambini di quell’età. Non voglio replicare in questa sede gli abusati richiami all'emergenza educativa, resta il fatto però che emerge negli autori del fatto un limite culturale ed educativo che mi preoccupa (sia come genitore che come amministratore pubblico), ripeto, aldilà dell'esito avuto dalla vicenda.”

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