Prostituzione in strada, l'assessore Sadegholvaad: "la lotta è una corsa agli ostacoli"

Dopo l'annullamento da parte del Tar dei fogli di via alle lucciole, le istituzioni hanno armi spuntate per debellare il fenomeno

Come il Tar del Veneto, anche il Tar dell'Emilia-Romagna ha annullato il foglio di via firmato dal questore di Rimini nei confronti di una prostituta romena. Si tratta della prima sentenza del Tar di Bologna, su uno dei numerosi provvedimenti di prevenzione adottati dalla questura riminese in via amministrativa contro ragazze sorprese a prostituirsi in strada. Secondo i giudici del Tribunale Amministrativo l'esercizio della prostituzione non rappresenta una fenomeno di pericolosità e il provvedimento del Questore di Rimini non indicava elementi specifici da cui poter desumere la pericolosità della ragazza. Non solo, il Tar ha anche condannato lo Stato a risarcire con 750 euro le spese per il ricorso. Prima di questa sentenza, in regione la questione veniva affrontata da un punto di vista penale, perchè l'inosservanza del foglio di via diventava un reato. Fino al gennaio del 2015, i procedimenti penali impugnati in Appello venivano decisi in favore delle ragazze con assoluzioni, poi l'orientamento della corte è cambiato e le questure hanno ripreso ad adottare la misura del foglio di via. Il 18 dicembre si è tenuta la prima udienza davanti al Tar di Bologna per la lucciola riminese che si è vista annullare in suo favore il provvedimento.

“La recentissima decisione del Tar dell’Emilia Romagna - ha commentato l’assessore alla polizia Municipale di Rimini, Jamil Sadegholvaad - che ha accolto il ricorso di una persona esercitante l’attività di prostituzione in strada e per questo è stata raggiunta da provvedimento di foglio di via da parte della Questura di Rimini, merita una riflessione. Almeno su un aspetto che va oltre il caso specifico: distanza tra l’allarme sociale scatenato da questo fenomeno sui territori, e l’effettivo potere di intervento e di contrasto che istituzioni e forze dell’ordine hanno, in ragione di una legislazione obsoleta. L’annullamento del foglio di via avviene, in soldoni, perché in assenza di comportamenti ‘esagerati’ la prostituzione in strada non viene giudicato aspetto che desta preoccupazione nei cittadini. Il residuo di una legislazione ultracinquantenne che fa a pugni con quanto lamentato nelle città italiane, Rimini compresa, alla vista dell’esibizione di pubblico meretricio nelle vie e nelle piazze, ad ogni ora del giorno e della notte, imperturbabile anche se di fronte ci sono bambini".

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"Il percorso ad ostacoli - conclude l'assessore - degli Enti locali e delle forze di Polizia, che si trovano tutti i giorni tra questa incudine e martello, non può finire in un vicolo cieco o peggio nell’indifferenza ‘perché tanto la legge poi…’. Come Comune di Rimini continueremo nei mesi invernali, e poi primaverili ed estivi, a svolgere attività di contrasto in ordine all’emanazione di ordinanze contingibili e urgenti e attuando indagini e controlli per contestare la violazione della ‘pubblica decenza’. Ma, al di là di questa che resta una priorità di intervento per Comuni e forze dell’ordine territoriali, non posso che apprezzare e ringraziare il signor Questore, dottor Maurizio Improta, per la determinazione che mette sulla lotta al fenomeno. E oggi, pur in presenza di un atto del Tar non favorevole, sono sicuro che il dottor Improta e le forze dell’ordine non mancheranno di mettere ancora maggiore determinazione, aiutato e sostenuto dal Comune di Rimini”.

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