Salvini al Sap: "Andrò in piazza con le Sardine" e annuncia che il taser per i poliziotti è pronto a partire

Il leader del Carroccio: "Oggi sono ancora indagato per la vicenda Open Arms, ma ho fatto quello che volevano gli italiani"

Il leader del Carroccio Matteo Salvini ha inaugurato martedì mattina il 19esimo congresso nazionale del Sap, il sindacato autonomo di polizia e ha cavalcato numerosi temi. Una giornata che è iniziata con un suo post su facebook e una foto in spiaggia accompagnata dal commento "Il mare d'inverno, saluti da Rimini!". Il sorriso stampato in faccia ha lasciato il posto al Palas ad altre espressioni, soprattutto quando ha commentato l'iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Agrigento per la vicenda della Open arms. "Ho fatto quello che gli italiani mi chiedevano di fare, ho difeso i confini, inizio a essere stufo. Mi domando se in Procura non abbiano cose più serie di cui occuparsi. Usano denaro pubblico, prima o poi mi verrà voglia di chiedere conto di come lo usano". Infatti, aggiunge, "è la seconda, la terza, la quarta, la quinta inchiesta, magari chiederemo conto a qualcuno di come utilizzano il tempo e il denaro che i cittadini italiani investono in giustizia perché temo che ad Agrigento e in Sicilia ci siano temi ben più gravi che non rompere le scatole a Matteo Salvini".

Il fenomeno sardine

Sul fenomeno 'sardine' Salvini risponde ai giornalisti in merito al movimento che lo accompagna ultimamente nel suo tour elettorale in Emilia-Romagna. "Andrò in piazza con loro. A Modena ho preferito le aziende alle sardine, con tutto il rispetto delle sardine ci sono più problemi in aziende in difficoltà che in piazza". E per il prossimo appuntamento di domenica proprio a Rimini sottolinea che "ci vado anche io in piazza con loro", ma non per uno scontro. "Io vado a proporre perché queste sono piazze contro, io vengo a Rimini per, vado a Firenze per, sono stato a Modena per. Le piazze contro sono rispettabili e sono curioso di sapere qual e' la proposta", conclude.

Sicurezza e taser

Il leader del Carroccio ha anche affrontato il tema sicurezza: "Ormai lo sport preferito da alcuni detenuti è la denuncia immotivata di violenza o tortura da parte di donne e uomini in divisa. Occorre rivedere quella normativa perché c'è l'avvocato a gratis all'infinito, non per i poliziotti ma per i delinquenti, e quindi qua c'è qualcosa che non funziona". Ecco perché, continua, "quando torniamo al governo dobbiamo rivedere questa legge perché non si può lavorare col terrore di non poter garantire la propria sicurezza e l'altrui sicurezza". Salvini ricorda con "orgoglio la sperimentazione del taser" per la Polizia locale, con i primi 3.500 in servizio dall'inizio dell'anno "a meno che ci sia qualche fenomeno. A Milano il consiglio comunale a maggioranza, come a Palermo e a Torino, ha detto no, gli uomini della Polizia locale non possono usare il taser perché è strumento di morte e tortura". Si tratta, attacca, di "tare mentali pregiudiziali. Le persone per bene non hanno mai paura della divisa". Altra battaglia combattuta dal leader leghista riguarda le aggressioni ai poliziotti. "Al di là delle rivendicazioni sacrosante stipendiali e contrattuali, ho combattuto per mettere nel decreto sicurezza che se c'e' un'aggressione o un oltraggio alla divisa non esiste lasciare al magistrato la decisione sulla tenuita' del fatto. Se sputi a un poliziotto- chiarisce- vai in galera". Tuttavia, termina, "scommetto che per pregiudizo ideologico il primo punto del decreto sicurezza bis sara' per rentrodurre la tenuita' del fatto".

Nuova Questura: l'intervento di Salvini

Faccia a faccia con Bonaccini

Durante il convegno Salvini ha ribadito di non vedere l'ora di un faccia a faccia con Borgonzoni e Bonaccini: "Non vedo l'ora. Io vengo a portare in dote quello che la Lega puo' fare a livello nazionale per la Romagna e per l'Emilia. Poi a governare dal 27 gennaio sarà Lucia, così come in Umbria, Donatella. Capisco gli esponenti locali del Pd che si vergognano di quello che fa il Pd a livello nazionale, li capisco e mi spiace per loro. La Lega non si vergogna di nulla".

Ex Ilva e imprese

Prima di partecipare al congresso Salvini ha affrontato anche la grave situazione dell'ex Ilva, tornando sulla decisione di non voler spegnere l'altoforno: "Continuiamo ad avere un governo che fa scappare le imprese. Mi hanno chiamato da Ravenna, lì c'è il problema dell'Oil&Gas, ci sono migliaia di posti di lavoro a rischio perché qualcuno vorrebbe sospendere la ricerca di energia, ieri ero in uno zuccherificio nel Bolognese, dove sono disperati per la sugar tax e poi l'Ilva, e poi l'Alitalia". Secondo Salvini "questo è un governo nemico delle imprese. Speriamo che non scappino, però il danno il governo lo ha fatto". 

(Fonte Agenzia Dire)

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