"Torna con me o faccio male ai tuoi", arrestato giovane stalker

Continuano gli interventi dei Carabinieri per contrastare le reiterate condotte persecutorie poste in essere da persone prive di capacità di autocontrollo ed inibizione delle proprie spinte aggressive

Redazione 24 maggio 2012

Continuano gli interventi dei Carabinieri di Rimini per contrastare le reiterate condotte persecutorie poste in essere da persone prive di capacità di autocontrollo ed inibizione delle proprie spinte aggressive. Dallo scorso 10 maggio è stato partito un nuovo progetto, in sinergia con il Comune di Rimini e il centro “Rompi il Silenzio”, per far conoscere le “armi” a disposizione delle “vittime vulnerabili” per difendersi dalle persecuzioni e dai molestatori.

E’ stato elaborato un documento che sarà presentato durante gli incontri con gli studenti delle scuole superiori e vedrà come momento culminante delle conferenze pubbliche, con dibattiti, per far conoscere il delicato tema dello stalking, le “risorse in campo” disponibili, sia sulla città che nella provincia di Rimini, per affrontare la spirale di violenza che attanaglia “le vittime vulnerabili”, i rimedi normativi, le politiche a sostegno e le strutture di supporto per aiutare chi è vittima di persecuzioni e molestie.

In tale contesto, i militari metteranno a disposizione tutta la loro professionalità, la vicinanza alla popolazione e la loro integrazione nelle diverse comunità della provin-cia con le 20 Stazioni Carabinieri a presidio della legalità ed a tutela del cittadino. In tutti questi Comandi sono presenti dei militari, appositamente qualificati con la fre-quenza di corsi ad hoc (tenuti dalla Sezione Atti Persecutori del Reparto Analisi Cri-minologiche del Ra.C.I.S. di Roma), per ascoltare ed aiutare le vittime vulnerabili.

L’associazione di volontariato “Rompi il silenzio” metterà a sua volta a disposizione tutto l’apporto ed il sostegno psicologico che le loro volontarie ed i loro consulenti of-frono alle persone vittime di violenza: in particolare il supporto giuridico, quello terapeutico ed anche l’ospitalità nella struttura di accoglienza “Casa Artemisia” di Coriano. L’associazione ha un numero dedicato che è stato diffuso in tutte le Caserme dei Carabinieri.

Mercoledì i Carabinieri hanno arrestato un albanese di 24 anni, residente a Cattolica, in esecuzione ad un’ordinanza di ap-plicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa il 22 maggio scorso dall’Ufficio del gip di Rimini, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha concordato con le risultanze investigative pro-spettate dai militari, perchè responsabile di atti persecutori nei confronti di un 32enne di Cattolica.

Dallo scorso mese di gennaio, a seguito di interruzione di una relazione sentimentale con il predetto, aveva subito continue molestie, ingiurie e minacce che le avevano provocato un perdurante stato d’ansia. In particolare, a seguito dell’arresto per estorsione del 25enne imbianchino albanese effettuato nella tarda serata del 25 gennaio scorso, la 32enne di Cattolica ha deciso di interrompere la relazione sentimentale con l’albanese, allontanandosi dall’appartamento ove sino a quel momento aveva convissuto.

A seguito di tale decisione, la giovane aveva ricevuto da subito sulla sua posta elettronica, tramite “Facebook” un messaggio intimidatorio inviatole dal fratello dell’ex fidanzato, il quale le aveva intimato di non lasciare la casa in quanto lasciandole quel domicilio sarebbe potuto servire al fratello per ottenere una misura cautelare alternativa alla custodia in carcere.

Il successivo primo marzo, la ragazza, insieme ai familiari, si era presentata alla stazione dei carabineiri Morciano di Romagna, revocando, con atto scritto, la  disponibilità ad accogliere l’ex fidanzato albanese agli arresti domiciliari. Inoltre, già dal 29 febbraio scorso, l’ex fidanzato, che era stato nel frattempo sottoposto alla misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, aveva fatto immediatamente visita alla fidanzata sul luogo di lavoro, facendole presente di essere venuto a conoscenza, tramite i suoi familiari, dell’interruzione del loro rapporto affettivo e rappresentandole che tuttavia lei gli apparteneva.

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Da quel momento, senza soluzione di continuità, il 25enne albanese aveva adottato una serie di condotte moleste nei confronti dell’ex compagna. Tali condotte, di natura violenta ed intimidatoria, aveva evidenziato chiaramente gli intenti persecutori dell’albanese, finalizzati ad incutere un costante stato di timore nella ragazza nonché alle persone a lei vicine, con particolare riguardo alla madre convivente ed al suo nuovo fidanzato.

Proprio a tal proposito, avendo appreso la notizia della nuova relazione sentimentale dell’ex compagna, il giovane albanese si presentava puntualmente sul luogo di lavoro della donna, sempre durante la pausa pranzo, talvolta in compagnia di familiari ed amici, minacciando apertamente il nuovo fidanzato ed apostrofando la 32enne con parole offensive della sua dignità. Con tali ripetute ed assillanti minacce, il giovane albanese aveva chiesto all’ex di riallacciare la relazione sentimentale interrotta, altrimenti si sarebbe ritorto tutto nei confronti del nuovo fidanzato e della madre.

Il quadro indiziario, confermato anche dai numerosi messaggi ingiuriosi e minatori ricevuti dalla ragazza e dal suo nuovo fidanzato sulle utenze telefoniche e sul-la posta elettronica, ha confermato pertanto la volontà del 25enne di prostrare in modo definitivo l’ex compagna o di ottenerne nuovamente le attenzioni.
 

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