Sparò agli agenti che lo volevano avvertire di un pericolo esondazione: assolto

Caso di Poggio Torriana, il Sulpl: "Nessun sostegno ai Colleghi ne da parte degli Amministratori, ne del loro Comandante. Non è accettabile."

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

“Era una notte buia e tempestosa” (cit. Edward Bulwer-Lytton nel racconto Paul Clifford) quando nel febbraio 2015 una pattuglia composta da tre Colleghi della Polizia Locale della Valmarecchia (RN) si recava a Poggio Torriana, in divisa, con auto d’istituto e lampeggiante attivato, presso una famiglia di anziani signori per allertarli riguardo al rischio di esondazione del fiume. Ma l’anziano della coppia, scambiandoli per ladri o qualcosa del genere impugnava il suo fucile da caccia e sparava dei colpi a salve. Il processo si è concluso pochi giorni fa con assoluzione dell’anziano".

Inizia così il comunicato stampa della Segreteria Sulpl Emilia Romagna, firmato da Miriam Palumbo, sul caso di due anni fa a Poggio Torriana.

"Certo non vogliamo entrare nel merito della sentenza, anche se avremmo qualche osservazione da fare; ma vogliamo affermare che noi stiamo dalla parte dei Colleghi che in quel frangente hanno agito con professionalità indiscussa. Questa affermazione potrebbe sembrare banale, scontata, superflua, ma se contestualizzata si comprenderà che non lo è affatto. Infatti, leggendo l’ intervento degli Amministratori è emersa la volontà di sminuire l’accaduto, quasi fosse dovuto a qualche errore commesso dalla pattuglia operante, che invece ha operato in modo impeccabile. Infatti, il Dirigente alla PM dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia Sergio Buoso afferma all’epoca dei fatti che «La vicenda è ancora in corso di valutazione, dobbiamo capire se eventualmente gli agenti si siano presentati in modo sbagliato; probabilmente sarà presa una decisione di tipo amministrativo".

"Il Sindaco Daniele Amati - si legge nella nota - dal canto suo tende a minimizzare affermando «Credo si sia trattato di un disguido, forse gli anziani coniugi, 150 anni in due, hanno pensato a ladri o malintenzionati. La signora non si sarà accorta dei lampeggianti. Da verificare anche se l’arma fosse eventualmente caricata a salve. Cerchiamo di capire meglio per prendere provvedimenti». Dunque nessuna attestazione di stima da parte del primo cittadino verso i suoi Agenti che anzi, si riserva di verificare la loro condotta e nel contempo cerca quasi delle attenuanti per il gesto dell’anziano cittadino. Del Comandante del Corpo Ivano Vandi, poi, non abbiamo mai avuto il piacere di leggere una sua ufficiale e pubblica presa di posizione. Questo è quantomeno criticabile, per non dire grave. Lo affermiamo da anni che il nostro grande limite è anche quello di dipendere da certi politici che nulla sanno del nostro lavoro, del nostro essere Polizia di Prossimità e dei rischi che quotidianamente corriamo. Amministratori che il più delle volte ci usano a seconda del momento come gabellieri o poliziotti. Il Sulpl comunque, in quanto Sindacato maggiormente rappresentativo della Categoria è dalla parte della Polizia Locale e dei nostri Colleghi" si conclude la nota del Sulpl.

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