San Leo, arrivano 2 milioni dalla Regione per il consolidamento della rupe

La notizia, annunciata dall’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, giunge nel giorno dell’inaugurazione della bretella stradale di circonvallazione

Altri due milioni di euro per San Leo. E' il contributo che la Regione Emilia-Romagna ha ottenuto dal ministero dell’Ambiente per proseguire gli interventi di consolidamento della Rupe, gioiello paesaggistico e ambientale della provincia di Rimini. La notizia, annunciata dall’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, giunge nel giorno dell’inaugurazione della bretella stradale che permette di riaprire la circonvallazione interna del paese, a distanza di due anni dal crollo parziale della Rupe. Si tratta di un’arteria strategica per il centro storico, perché consente di deviare il traffico, appena varcata la monumentale porta di ingresso, verso l’area settentrionale del masso, dove è collocato il parcheggio principale. Al taglio del nastro, oltre al sindaco di San Leo, Mauro Guerra, al vicepresidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi e al vescovo, monsignor Andrea Turazzi, era presente l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini.

I lavori sono stati realizzati grazie alle risorse, 1 milione e 900 mila euro, stanziate finora per fronteggiare l’emergenza, effettuare il monitoraggio e la messa in sicurezza della parete rocciosa e realizzare la nuova strada. Sfiorano quindi i 4 milioni i contributi, statali e regionali, concessi finora per il recupero e la tutela di San Leo e della sua Rupe. I nuovi fondi, in particolare, serviranno a realizzare attività di consolidamento e monitoraggio sul versante orientale del masso, dal quale si accede al centro storico della borgata; poiché non sono state evidenziate criticità, l’obiettivo degli interventi - affidati al Servizio tecnico di Bacino Romagna - è quello di agire in via preventiva.

La riapertura della circonvallazione di San Leo (via Michele Rosa) è un ulteriore passo avanti per tornare alla normalità, dopo il crollo del versante nord della Rupe avvenuto il 27 febbraio 2014. Quel giorno si staccò una parete di 160 metri di larghezza per 90 metri di altezza, pari a un volume totale di 330 metri cubi di roccia. La Regione dichiarò immediatamente lo stato di crisi regionale e ottenne dal Governo il riconoscimento dello stato d’emergenza nazionale.

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