Servizi educativi: aumenta la richiesta per la scuola di infanzia, diminuisce quella per i nidi

Sono state complessivamente 1469 le domande ricevute per i servizi di infanzia pubblici per l'anno 2017-2018; di queste 907 sono state quelle per la scuola di infanzia, 562 quelle per il nido.

Per quanto riguarda il 2017-2018 si tratta di numeri che potranno ancora registrare piccole variazioni legate alle iscrizioni on line, visto che era possibile inviarle fino alla mezzanotte di venerdì 3 marzo; termine prorogato per poter permettere la presentazione delle domande anche da parte delle famiglie provenienti dal nido "Il Melograno", la cui convenzione triennale con la coop. Il Millepiedi è scaduta senza possibilità di rinnovo, e la scuola d'infanzia democratica "Anchesepiove". Per le famiglie provenienti dal nido “Il Melograno” è stato inoltre garantito, per coloro che lo volessero, un percorso preferianzale per l'iscrizione dei propri figli nelle strutture educative gestite dall'Asp Valloni. Una situazione seguita dal Comune di Rimini e sulla quale l'assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini, Mattia Morolli, è al lavoro insieme ai tecnici per ridurre al minimo il disagio e garantire a tutte le famiglie gli stessi standard di servizio.

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“Anche se a livello complessivo si tratta di numeri in linea con il trend degli ultimi anni - è il commento di Morolli – è comunque possibile effettuare alcune analisi di dettaglio. La prima riguardo l'aumento delle iscrizioni alle scuole di infanzia; un dato che conferma come le famiglie riminesi stiano apprezzando l'offerta educativa offerta, dimostrando anche fiducia rispetto le recenti scelte gestionali fatte dall'Amministrazione comunale. La seconda riguarda invece il calo di iscrizioni nei nidi che è possibile leggere sotto una duplice lente; può essere sia una conseguenza della crisi economica che, da una parte ha tolto lavoro e risorse economiche alle famiglie e, dall’altro, ha contestualmente offerto più tempo libero ai genitori per occuparsi in casa dei propri figli, ma anche il frutto del calo demografico che anche nell'ultimo anno ha visto nascere circa 100 bimbi in meno rispetto l'anno precedente. Questo, insieme all’ottimizzazione dei servizi pubblici, che negli ultimi anni hanno recuperato gap storici con il resto della Regione Emilia Romagna, hanno permesso sostanzialmente di azzerare le liste di attesa; un, dato impensabile solo qualche anno fa, quando in attesa rimanevano centinaia di famiglie”

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