Servizi educativi, l'operazione recupero insoluti dà i propri risultati: nelle casse quasi 400mila euro

Il 9% è la più bassa percentuale registrata in anni recenti sulla quale comunque quest’attività di recupero continuerà regolarmente nei prossimi mesi per abbassarla ulteriormente, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge

Un anno e mezzo fa, quando è partita l’operazione di recupero, l’insoluto nelle rette e nei servizi scolastici, relativi all’anno 2016, partiva da una doppia cifra ingombrante, il 20%. Dopo poco più di un anno di lavoro continuo ed incalzante la percentuale scende proprio in questi giorni, per la prima volta nella storia recente di Rimini, sotto il dieci per cento, assestandosi per la precisione al 9,50%. Il tutto equivale a un incasso effettivo, per i servizi scolastici dell’anno 2016, di 4 milioni di euro.

Il 9% è la più bassa percentuale registrata in anni recenti sulla quale comunque quest’attività di recupero continuerà regolarmente nei prossimi mesi per abbassarla ulteriormente, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge. È bene ricordare che in questa percentuale sono compresi casi diversi tra loro, da uno zoccolo duro di evasori consapevoli verso il quale il Comune di Rimini sarà inflessibile e non farà sconti ad una parte,invece, di famiglie veramente in difficoltà economica verso i quali saranno messi a disposizione tutti gli strumenti di facilitazione possibili.

Oltre all’importante risultato già ottenuto sull’insoluto pregresso, questo processo di controllo e recupero, sta svolgendo anche una importante funzione di deterrenza sugli anni in corso. Mentre fino al 2016/2017 la percentuale iniziale di insoluto si assestava stabilmente intorno al 20% (in media, più di 800mila euro), per poi essere gradualmente recuperata, nell’anno in corso la stessa percentuale scende già a poco più del 10%.

"Si tratta di un risultato da rimarcare che ci permette non solo di recuperare quanto dovuto ma, soprattutto, di rimetterlo a disposizione di tutti i cittadini tramite i tanti servizi di diritto allo studio - commenta Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi -. E’ anche grazie a queste risorse che riusciamo a sostenere chi davvero è più in difficoltà di altri, tutelando loro e contrastando i furbetti dei servizi educativi".

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