"Smembravano" gli scooter rubati per rivendere i pezzi, fermati due malviventi

Gli agenti della polizia di Stato hanno individuato anche il covo dove venivano stoccate le parti meccaniche e della carrozzeria

Foto archivio

La scoperta di un motorino rubato, abbandonato in mezzo a una strada, ha permesso al personale della polizia di Stato di Rimini di scovare due malviventi specializzati nello "smembrare" gli scooter e rivenderne i pezzi come parti di ricambio. Tutto è iniziato nel pomeriggio di giovedi quando, verso le 16.15, da via Giuliano da Rimini è arrivata alla Questura la telefonata di un uomo che aveva ritrovato il proprio motorino, rubato alcuni giorni prima in via Balilla, parcheggiato sulla strada. Sul posto è intervenuta una Volante e, gli agenti, hanno accertato come il mezzo fosse proprio quello sparito e, durante il controllo, hanno scoperto che sotto la sella c'erano un paio di felpe, sconosciute al proprietario, e una tessera Postepay intestata a un bolognese 53enne già noto alle forze dell'ordine.

Mentre venivano eseguiti gli accertamenti, lungo via Giuliano da Rimini il personale della Questura ha notato l'arrivo di un uomo che spingeva uno Scarabeo Aprilia e, il suo fare sospetto, ha indotto gli agenti a fermarlo per identificarlo. E' così emerso che si trattava del titolare della Postepay e che lo scooter che spingeva era a sua volta rubato. Il 53enne ha però sostenuto che il mezzo lo aveva acquistato regolarmente e, così, è stato accompagnato fino al garage dove avrebbero dovuto trovarsi i documenti del mezzo ma, in realtà, è stato scoperto ben altro. Il personale della polizia di Stato, infatti, oltre a un riminese 28enne intento a lavorare ha trovato numerose parti di vari scooter smontate ed è emerso che lo Scarabeo che spingeva il 53enne era stato rubato nel 2015.

Portati entrambi in Questura, è emerso che si trattava di due vecchie conoscenze delle forze dell'ordine per una lunga serie di reati contro la persona, il patrimonio e legati agli stupefacenti. Il bolognese, inoltre, era sottoposto al regime di sorveglianza speciale ma, nel corso del tempo, aveva più volte vìolato le prescrizioni che gl erano state imposte. Sia il 28enne che il 53enne, quindi, sono stati sottoposti a fermo con l'accusa di ricettazione.

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