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"Nella 'Spending review' possibile taglio del ministero del Turismo"

"Nel decreto della Spending Review previsto anche il taglio del ministero del Turismo? «E' quanto trapela da autorevoli fonti romane". A lanciare l'allarme è la deputata riminese del Pd Elisa Marchioni

Nel decreto della Spending Review previsto anche il taglio del ministero del Turismo? «E' quanto trapela da autorevoli fonti romane. Non solo, oltre al taglio del dicastero si prevede la cancellazione del dipartimento del Turismo, che diventerebbe un ufficio nel ministero per gli Affari regionali». A lanciare l'allarme è la deputata riminese del Pd Elisa Marchioni, fortemente preoccupata dalle nuove misure che il governo Monti intenderebbe attuare.

«E' giusto razionalizzare le spese dello stato, ma un conto invece è eclissare il turismo da voce importante delle politiche economiche e industriali del paese, con il suo 12% di Pil annuo che produce. Se il provvedimento passasse così come pare sia prospettato, sarebbe la pietra tombale sulle legittime aspirazioni di serie politiche nazionali a sostegno del settore, di cui il turismo ha bisogno».

«Quando il governo Berlusconi ripristinò il ministero avevamo detto che non eravamo convinti di questa scelta, perché portata avanti senza tenere conto delle necessità delle Regioni. - spiega la deputata riminese, referente alla Camera sul Turismo per il Pd - E infatti, giusto per fare un esempio di pessima politica per il settore, il codice del Turismo varato dall'allora ministra Brambilla è stato cassato dalla Corte Costituzionale. Ma oggi si passa la misura in senso opposto, e diventa necessario mantenere il dipartimento e la prospettiva di politiche unitarie nazionali, come fanno gli altri Paesi, nel rispetto delle deleghe alle Regioni”.

“Ci dobbiamo attivare immediatamente perché il dipartimento al Turismo non solo rimanga, ma sia accorpato al ministero degli Affari economici. Non bastano i tagli, per la crescita del Turismo occorre riconoscerne la valenza di comparto produttivo industriale ed essere trattato come tale, con politiche di prospettiva e di sostegno. Quale era nella programmazione di Industria 2015 dell'allora ministro Pierluigi Bersani. Ora siamo nella necessità di trovare le strade più efficaci per trasformare questi principi in atti parlamentari che traducano discutibili scelte di razionalizzazione economica in prospettive di sviluppo».

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