Nel reparto di Radiologia d'Urgenza del nuovo Dipartimento di Emergenza Accettazione (Dea) dell'Ospedale “Infermi” di Rimini (di cui lo scorso 2 maggio è stato inaugurato il nuovo reparto di Pronto Soccorso – Medicina d'Urgenza, operativa dal successivo 18 maggio) sono state installate 4 nuove apparecchiature radiologiche digitali dirette. L'installazione, che si è completata recentemente, contempla 3 apparecchiature dotate di doppio detettore digitale.
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Una di esse è situata all'interno della sala emergenze (shock room) del Dea e serve per effettuare radiografie in pazienti critici per i quali non è possibile il trasferimento in Radiologia d'Urgenza. Tali detettori digitali sostituiscono le classiche cassette radiografiche, ottenendo l'immagine nativamente digitale che può essere, oltre che stampata consegnando le lastre ai pazienti, anche inviata, modificata, immagazzinata digitalmente, masterizzata e altro. Si tratta, inoltre, di detettori di tipo wi - fi, che cioè trasmettono senza cavi, alla macchina centrale, le informazioni relative alla radiografia del paziente. Tutto ciò comporta notevole riduzione della dose di irradiazione (anche del 30-40 per cento) rispetto agli apparecchi radiologici tradizionali, oltre a maggiore qualità delle immagini e marcata riduzione dei tempi di esecuzione.
Sono stati inoltre installati un nuovo ecografo digitale, portatile, di piccole dimensioni, adatto a esami di pronto soccorso, nonché una tomografia computerizzata multistrato (Tac a 16 strati) munita di sistema di riduzione della dose che riduce del 20 per cento le radiazioni nelle tac cerebrali e fino al 48 per cento nelle tac all'addome. Tali apparecchiature, vengono utilizzate, quando possibile, anche per esami di pazienti ricoverati, al fine di limitarne l'attesa, in particolare dall'Unità Operativa di Neuroradiologia, ed il costo è ammontato ad oltre un milione e mezzo di euro.
“Il fatto di poter utilizzare apparecchiature digitali e con tecnologia wi – fi, oltre a, come detto, abbassare le dosi di irradazioni per i pazienti – ha spietato il direttore dell'Unità Operativa di Radiologia dell'“Infermi”, dottor Enrico Cavagna – ci consente anche di facilitare il confronto con gli altri medici: non viaggia più il paziente con le radiografie in mano, viaggiano le immagini via computer tra medici che possono guadarle praticamente insieme, ognuno sul suo monitor, pur essendo molto lontani tra loro, e consultarsi telefonicamente. Inoltre, in prospettiva, da quanto sarà installato il sistema ris – pacs, la carta radiologica potrà completamente sparire, a tutto vantaggio della qualità delle prestazioni, ma anche con risparmi per l'Azienda (la carta stessa, gli spazzi per gli archivi delle lastre e altro) che almeno in parte ripagheranno l'investimento. Da quel momento la maggior parte delle immagini radiografiche viaggerà via mail, non solo internamente all'ospedale, ma anche coi medici di famiglia e, coi dovuti accordi, anche i pazienti potranno scaricarsele a casa. Stiamo facendo i primi passi in questo senso”.
Tali apparecchiature sono utilizzate, in particolar modo per i casi di aneurismi e problemi sui vasi, in urgenza, dalla Neuroradiologia diretta dal dottor Michele Sintini: “Quest'Azienda ha una dotazione di apparecchiature molto rilevante, in proporzione maggiore a tante altre Aziende. Questo ci permette di lavorare al meglio. Sul caso specifico, le apparecchiature situate presso il Dea divengono fondamentali, ad esempio, per l'ictus ischemico e altre patologie analoghe”.
La Radiologia d'Urgenza (presso il Dea), il cui responsabile è il dottor Antonio Sansone, è costituita da due sale d'attesa, distinte per deambulanti e barellati, continuamente sorvegliate da apposito personale che accoglie i pazienti, si raccorda con il Pronto Soccorso, controlla il regolare svolgimento delle attività e vigila sugli aspetti legati alla sicurezza. Vi è inoltre una sala di refertazione medica.
La Radiologia d'Urgenza è stata collocata di fronte all'Ortopedia d'Urgenza così da avere uno scambio continuo di informazioni che facilita la migliore gestione del paziente.
Dalla scorsa estate è stato anche rinforzato il personale medico e tecnico della Radiologia d'Urgenza: ora sono presenti 2 medici la mattina, 2 al pomeriggio (turni praticamente raddoppiati) e uno la notte: per l'estate si lavorerà al fine di avere un secondo medico anche di notte. La Radiologia d'Urgenza di Rimini effettua circa 60.000 procedure tra radiografie, ecografie e tac, cinquemila delle quali nella shock room, cioè in emergenza.
Per un quadro più generale, negli ultimi tre anni nelle varie strutture aziendali, ospedaliere e territoriali, sono stati installati 5 tomografi computerizzati multistrato, 7 sistemi per radiologia digitale diretta, l'angiografo digitale, 6 sistemi radiologici portatili per sala operatoria e 30 tra ecografi, ecotomografi ed ecocardiografi (sia come potenziamento della strumentistica sia in sostituzione di apparecchi obsoleti) per un investimento complessivo di circa 6.600.000 euro. In prospettiva futura vi è la sostituzione di importanti apparecchiature a Novafeltria, Santarcangelo, Cattolica. “Già attualmente – ha detto il dottor Cavagna – siamo comunque nelle condizioni di poter continuare a lavorare anche quando un'apparecchiatura si rompe, senza arrecare eccessivi disagi alla popolazione”.
Il dottor Stefano Busetti, direttore medico del Presidio Ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria ha colto l'occasione per sottolineare che “questo sforzo dell'Azienda sulla Radiologia d'Urgenza serve per mettere nelle migliori condizioni di lavoro anche il nostro Pronto Soccorso, che conta 72mila accessi l'anno, ed in prospettiva i piani di approvvigionamento di tecnologie è mirato a mantenere sempre le apparecchiature ai più alti livelli possibile. Da queste ultime acquisizioni emerge anche l'attenzione che l'Azienda dedica all'innovazione e alla salute e prevenzione per i pazienti”.










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