Topo d'appartamento si traveste da ciclista per mettere a segno i colpi

A tradire l'escamotage utilizzato dal malvivente è stata la fama del ladro riconosciuto da un agente della polizia di Stato

Si è camuffato da ciclista per non dare troppo nell'occhio. Ma l'escamotage non è servito. A stanarlo sono stati gli agenti della Volante, diretti da Stefano Santandrea. La sua ingegnosità si è infatti scontrata con la memoria di un ispettore dell’Ufficio Prevenzione Generale, che nel 2014 lo aveva arrestato per un fatto simile. Nella rete è finito un pugliese di 56 anni, residente a Rimini, già noto alle forze dell'ordine per svariati precedenti penali. E' ritenuto autore di un tentato furto aggravato e un furto in abitazione, commessi a Forlì nel periodo prossimo alle trascorse festività pasquali. La tecnica usata dal ladro è apparsa in prima battuta piuttosto ingegnosa. Infatti aveva agito vestito da ciclista, con tanto di costosa mountain bike al seguito, e così era stato immortalato dalle telecamere a circuito chiuso installate nel luogo ove sono stati commessi i reati, una struttura protetta per anziani di Forlì. Probabilmente, vestito in quel modo pensava di passare del tutto inosservato, sia all’interno della struttura, simulando essere un parente in visita a qualche anziano lì residente, sia ai possibili controlli di polizia, nascondendosi tra i numerosi cicloamatori come tanti se ne vedono per le strade della Romagna.

La sua ingegnosità si è però scontrata con la memoria di un ispettore dell’Ufficio Prevenzione Generale, che nel 2014 lo aveva arrestato per un fatto simile. Così, andando a recuperare i dati del passato, la Polizia è arrivata al suo nome, segnalandolo alla Procura come presunto autore del gesto. All'epoca si era introdotto all’interno di una stanza di un’anziana degente e sottraendole 150 euro dal cassetto, dopo avere cercato qualcosa da rubare anche dentro gli uffici della segreteria della struttura, forzando la porta, senza però trovare nulla. Prelevate le immagini, l’Ispettore immediatamente ha esclamato: “E’ lui! L’ho arrestato 5 anni fa, aveva rubato un computer portatile da un ufficio pubblico, sempre camuffato da ciclista!". Verificati i suoi precedenti nella banca dati della forze di Polizia, è risultato che quasi tutti i reati che nel tempo gli erano stati imputati, li aveva commessi travisato da cicloamatore, così che questa tecnica, ormai, era diventata la sua specialità. La Procura  forlivese, avvallando le prime risultanze investigative, aveva rapidamente disposto la perquisizione del suo domicilio, ma all’ultimo indirizzo conosciuto ormai non abitava più da tempo, così che l’attività di indagine aveva subìto un brusco rallentamento. Lunedì finalmente le ricerche hanno dato l’esito sperato, grazie allo spirito di osservazione dei membri di una pattuglia della Polizia Ferroviaria di Forlì, in servizio di scorta ai treni nella tratta di competenza, che lo ha trovato a Cesena, sul regionale diretto a Rimini, con l’inseparabile mountain bike e abbigliamento sportivo.

Sapendo che i colleghi della Questura stavano cercando un uomo che usava muoversi in treno vestito da ciclista, l’hanno identificato riscontrando che si trattava proprio del soggetto sul cui capo pendevano le ricerche, così l’hanno accompagnato alla centrale di Corso Garibaldi, dove è stato perquisito. In questa prima fase è stato trovato in possesso di una chiave passe-partout, ritenuta strumento analogo a un grimaldello; inoltre indossava gli stessi pantaloncini sportivi dell’epoca del furto. Il passe-partout gli è costato una nuova denuncia, per il reato di possesso di arnesi da scasso. La perquisizione, disposta dal pubblico ministero Federica Messina, è stata poi estesa ad una stanza di albergo a Rimini, dove l’uomo abitava da qualche giorno; qui, gli uomini della Squadra Mobile e dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì hanno trovato altre prove per completare il quadro delle sue responsabilità, in particolare tutti i capi di abbigliamento con i quali vestiva il giorno della razzia. All’appello mancava solamente la bici, poiché quella che aveva al momento del controllo della Polfer era diversa rispetto quella immortalata nelle immagini del furto. Ma, anche qui, la sua passione per il ciclismo lo ha tradito; gli agenti hanno trovato alcune fotografie scattate proprio il giorno dopo il furto commesso a Forlì, dove quella bici era parcheggiata sotto una immagine dedicata a Marco Pantani.

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