Truffe sentimentali e ricatti sessuali sul web, a Rimini nasce organizzazione per combatterli

Finti soldati americani che spillano soldi alle malcapitate in cerca dell'amore e minorenni che finiscono nella rete dei maniaci sessuali

Tecnicamente si chiamano romantic scam ma, più prosaicamente, si potrebbero definire “trappola di miele” e, sempre più spesso, sono tante le vittime che cadono nella rete di truffatori senza scrupoli che, facendo leva sui sentimenti, non si fanno problema a ricattare le persone più deboli attraverso il web. Nonostante il copione sia sempre più o meno identico, chi finisce nel mirino dei malviventi quasi sempre stranieri difficilmente si rende conto di rimanere intrappolato fino a quando, dopo diverse migliaia di euro buttati, riesce a tornare alla ragione. Le cronache riportano continuamente le vicende di donne che, vuoi perché rimaste sole o perché reduci dalla fine di una storia d’amore, iniziano a “giocare” su internet con dei perfetti sconosciuti ma, non sempre, dall’altra parte dello schermo c’è chi dice di essere.

Spesso è un aitante militare statunitense, ovviamente in missione in qualche pericoloso Paese del Medioriente, che inizia a chiacchierare amabilmente con la vittima. Gli scambi sul web diventano sempre più bollenti e, tra frasi di circostanza, arriva inevitabilmente la dichiarazione che il fantomatico lui si è reso conto di essersi innamorato. Facendo leva sui sentimenti della persona presa di mira arrivano le prime richieste di denaro con il miraggio di un futuro, quanto imminente, incontro per poi trascorrere il resto della vita insieme. Completamente “cotta”, la vittima non si rende più conto di nulla e inizia a pagare fino a quando può arrivare a versare cifre consistenti al truffatore. Difficilmente, a questo punto, si viene fuori dal vicolo cieco e, anche se con profonda vergogna, rivolgersi alle forze dell’ordine non garantirà mai di tornare in possesso dei propri soldi.

Per mettere in guardia le potenziali vittima, che spesso e volentieri sono anche persone agiate, è nata a Rimini la prima organizzazione che si occupa specificatamente delle truffe romantiche e di  estorsioni sessuali. Attraverso il sito www.romantic-scam.eu, infatti, opera senza scopo di lucro su tutto il territorio nazionale italiano e per estensione in tutto il territorio europeo. L’attività di Romantic scam è principalmente indirizzata a far conoscere, prevenire e contrastare il fenomeno delle truffe romantiche online, in inglese ”romance scam”. “Lo facciamospiegano i responsabili - pubblicando storie vere e fornendo informazioni accurate sulle metodiche di adescamento delle vittime e delle strategie usate dai truffatori (scammer) per estorcere denaro nonché informare anche  tramite  collegamenti ad altri siti web su come affrontare la sicurezza in rete e i consigli per non diventare vittime di questa truffa”.

Le statistiche sono preoccupanti raccontanoe in tutto il mondo si calcola che quelle di questo tipo rappresentano il 10% delle truffe su internet. In Italia non esiste ancora una seria campagna di informazione su questi truffatori che, di solito, prendono di mira indiscriminatamente uomini e donne, soli o che stanno vivendo un particolare momento emotivo, generalmente hanno un’età compresa tra i 40 e i 60 anni. Il nostro sito è partito a gennaio 2016 e, in poco tempo, abbiamo già incontrato 5 vittime nel riminese. Purtroppo, a questo punto il nostro supporto serve a poco e il vero obiettivo è quello di prevenire facendo adeguate campagne informative”.

Non ci sono solo gli adulti a finire nella rete dei truffatoriaggiungonoma spesso cadono nella trappola anche i minorenni. In questo caso, dato che non potrebbero pagare le cifre richieste dai malviventi, si tratta di una vera e propria estorsione sessuale chiamata sex-tortion. I ragazzini che si affacciano alla pubertà e iniziano a navigare in rete non hanno sempre la consapevolezza che, nei social network, chi si trova dall’altra parte della tastiera sia sempre chi dice di essere. Magari all’inizio lo fanno per gioco, inviando qualche foto ammiccante o sexy, ma poi finiscono nella trappola. Non si tratta di pedofilia ma, magari, di qualche pervertito che sfrutta la debolezza dei ragazzini e delle ragazzine per imporre loro dei rapporti sessuali minacciandoli, in caso di loro rifiuto, di diffondere sul web le foto provocanti”.

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