Un mare più pulito grazie ai volontari, riempiti di rifiuti 2 cassonetti

Due giornate di lavoro per Legambiente che ha visto 60 persone intervenire per ripulire il porto di Rimini

Sono stati oltre 60 i volontari coinvolti, due i cassonetti di rifiuti riempiti, oltre 80 le persone imbarcate. Sono questi solo alcuni numeri della manifestazione “Un mare pulito e senza barriere”, promosso da Legambiente Valmarecchia e associazione Marinando, è diventato l’evento di lancio di Legambiente Emilia-Romagna, che ha aperto la campagna nazionale “Puliamo il mondo” 2017. “Obiettivo di queste due giornate è stato mostrare che il volontariato ambientalista non è solo pulizia dei rifiuti – ha commentato Massimiliano Ugolini, coordinatore dei circoli Legambiente della Valmarecchia – ma molto di più. Può avere un valore artistico, come ci ha mostrato la performance di SecondaMateria Artistic Group che si sono esibiti sulla Goletta Verde, storica imbarcazione di Legambiente. Ma in questi giorni abbiamo mostrato anche il volto sociale e culturale dell’ambientalismo, con le conferenze dedicate alle campagne Clean Sea Life e Tartalife+, per la pulizia delle spiagge e dei fondali marini e la salvaguardia delle tartarughe”. L’evento, patrocinato dal Comune di Rimini e con il supporto della Capitaneria di Porto di Rimini, ha coinvolto ed ha visto lo sforzo di molte associazioni e non solo, tra cui: Fondazione Cetacea Onlus, Wwf Rimini, Anpana, Volontari soccorso in mare Rimini, Marina di Rimini, Sub “Gian Neri”, Unione Italiana Vela Solidale, Club Nautico, Lega navale Rimini, Volontarimini, e tante altre.

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È inoltre stato inserito all’interno del Festival del turismo responsabile It.a.cà. Tra le 80 persone salite a bordo delle 14 diverse imbarcazioni, armati di guanti e retini, anche ragazzi disabili, giovani migranti, ragazzi accolti in comunità o casa-famiglia. L’obiettivo è stato quello di dimostrare quanto il mare possa essere un ambiente accessibile a tutti e inclusivo. Nelle borse dei rifiuti raccolti dai volontari soprattutto le calze utilizzate per l’allevamento delle cozze, molto pericolose per il mare e i suoi abitanti, in particolare le tartarughe marine. E, a proposito di tartarughe, la giornata di domenica 17 settembre si è conclusa proprio con la liberazione di “Nina”, giovane tartaruga che dopo le cure della Fondazione Cetacea ha potuto ritrovare il suo mare, un po’ più pulito.

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