Una preziosa e antica anfora romana recuperata dai sommozzatori della Finanza

Il reperto, quasi completamente intatto, sarebbe di epoca classica. Allertata la Soprintendenza Archeologica

Significativo ritrovamento di materiale archeologico da parte dei militari del Nucleo sommozzatori della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Rimini. Questi Finanzieri specialisti, pratici dei fondali marini romagnoli, quando non impegnati in più urgenti necessità di servizio, perlustrano sistematicamente le acque poco profonde che caratterizzano la costa della regione, anche per individuare e salvaguardare reperti di interesse storico e artistico di cui è verosimile aspettarsi la presenza, in considerazione dell’importanza degli insediamenti costieri di epoca romana e dei rilevanti traffici marittimi del tempo, confermati da importanti ritrovamenti archeologici nel corso degli anni. Gli specialisti sommozzatori della Guardia di Finanza conoscono le caratteristiche morfologiche del fondale dell’Adriatico, prevalentemente poco profondo, piatto e sabbioso, estremamente mutevole in caso di tempeste o forti correnti. In concomitanza, appunto, di un evento di tale genere, che aveva movimentato il fondo marino costiero, hanno effettuato un’immersione in una zona di interesse, antistante la parte centromeridionale della costa della regione.

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Malgrado le acque della zona mantenessero un certo intorbidamento dovuto alle correnti e alle intrinseche caratteristiche ambientali, i sommozzatori hanno individuato un reperto di interesse, evidentemente liberato dalla propria coltre sabbiosa dalle forti correnti sottomarine dei giorni precedenti e già colonizzato da piccoli organismi marini, sulla superficie esterna, e da altra fauna ittica, nell’ampia cavità interna. I militari, dopo aver perlustrato attentamente il fondale circostante per verificare la presenza di altri reperti, hanno recuperato il manufatto, per evitare che fosse accidentalmente danneggiato nel corso di attività di pesca o asportato da terzi. Portato con ogni cura in superficie e delicatamente liberato dai sedimenti, il reperto è stato sottoposto all’attenzione dei funzionari della Soprintendenza Archeologica alle Belle Arti e al Paesaggio per le Provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, immediatamente informati del ritrovamento e solertemente intervenuti, rivelandosi essere un panciuto esemplare (circa 60 cm di lunghezza e 123 di circonferenza, nel punto più largo) di anfora vinaria di epoca classica e produzione romana, quasi integro. Posizione e luogo di ritrovamento, che può non essere quello di dispersione in mare, non consentono attualmente di formulare fondate ipotesi riguardo alle circostanze in cui è stato perduto in mare. La Stazione Navale di Rimini, d’intesa e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica alle Belle Arti e al Paesaggio per le Provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, avvierà gli opportuni approfondimenti per verificare se questo ritrovamento possa considerarsi episodico o prodromico di ulteriori scoperte nelle acque costiere della regione.

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