Vittorio Sgarbi a Saludecio per visitare il museo del Beato Amato Ronconi

Il celebre critico d'arte aveva espresso da tempo il desiderio di tornare a Saludecio ed in particolare, di rivedere le opere di Guido Cagnacci

La Vigilia di Natale il Museo di Saludecio e del Beato Amato ha ricevuto la visita di Vittorio Sgarbi Il celebre critico d'arte aveva espresso da tempo il desiderio di tornare a Saludecio ed in particolare, di rivedere le opere di Guido Cagnacci. Verso le 14.50 del 24 dicembre 2016, il direttore del Museo, arch. Marco Musmeci, ha accolto sulla soglia del Santuario di Santo Amato il prof. Vittorio Sgarbi ed insieme, si sono diretti verso l'altare del Santissimo. Dopo un momento di devozione, hanno ammirato unitamente alla piccola folla di curiosi che nel frattempo si erano radunati, la pala raffigurante la "Madonna della Misericordia" di Carlo Ridolfi; poi si sono diretti verso il presbiterio alle cui pareti laterali sono appesi dei quadri di ambito baroccesco: la "Beata Michelina Malatesta" e un "Cristo risorto". La notoria dinamicità dello storico dell'arte ferrarese si è vista nel momento in cui è balzato con una scala dietro all'altare maggiore, per vedere da vicino la grande tela de "Il martirio di San Biagio vescovo" realizzata da padre Atanasio Favini all'inizio dell'Ottocento.

Dopo altre pause di saluto verso le persone presenti, in sacrestia l'interesse di Sgarbi è stato attratto dai piccoli dipinti di don Stefano Montanari (sacerdote e pittore di Gatteo, che seppur in modo discontinuo, nel XIX secolo ha lasciato alcune importanti opere). Finalmente con l'ingresso nella sala dedicata all'arte della Comunità saludecese, è stato esaudito il motivo della visita con la visione del dipinto raffigurante "San Sisto Papa" di Guido Cagnacci (1627). Il naturalismo della raffigurazione era ampiamente conosciuto da Sgarbi che ha rammentato come, la prima volta che vide il quadro, era appeso nei pilastri della cupola della chiesa. Poi, sempre nella medesima sala, Sgarbi è passato in rassegna a tutti dipinti esposti, soffermandosi a lungo -come era prevedibile- sulla "Processione del Santissimo Sacramento" di Guido Cagnacci (1628). Al cospetto dell'opera Sgarbi e Musmeci hanno analizzato alcuni dettagli con rimandi bibliografici e futuri spunti di studio, trovandosi spesso concordi. Così anche nella lettura del paesaggio sullo sfondo del quadro di Giovan Francesco Nagli detto Il Centino, "L'adorazione del Gesù Bambino" (1650 ca.), che nel colore e nello sfumato, anticipa di molti secoli (come riconosciuto dai due studiosi), Giorgio Morandi.

La seconda sala del Museo costituisce un esempio di quadreria del Seicento coinvolgente e spettacolare, sia nelle grandi pale, che nelle opere di piccolo formato, nell'opera dei pittori conosciuti o in quelli ancora ignoti: così il confronto ha portato a suggerire da parte del direttore alcune possibili attribuzioni, che con apprezzamento e puntualizzazioni sono state accolte da Sgarbi. Nella sala dedicata a Santo Amato, oltre a ricevere informazioni sulla vita di Amato Ronconi, il critico d'arte ha osservato la copertura lignea quattrocentesca che racchiudeva la cassa con il corpo del Santo e che riporta fatti della sua via e di Saludecio. L'aver trovato un compendio culturale con una tale qualità delle opere e così ben custodito e ha fatto proferire allo storico dell'arte più di una volta il suo compiacimento: "tutto bello", "tutto quanto molto bello!", "tutto perfetto"; e con questo spirito Vittorio Sgarbi ha posto la sua firma nel registro dei visitatori. Proprio per l'entusiasmo che la vista di ogni oggetto, opera o testimonianza generava, la visita si è protratta anche alla cripta, in ascolto dell'esperienza della mostra estiva lì allestita, con l'icona di Mimmo Paladino "Rivoluzione". Come atto conclusivo, l'uomo di cultura è salito nella cappella dedicata, verso il corpo di Santo Amato Ronconi. Il congedo tra il direttore del Museo e il critico d'arte è avvenuto in piazza, dove i due si sono dati appuntamento per andare in visita ad altri luoghi e soprattutto, lì Marco Musmeci ha amichevolmente chiesto a Vittorio Sgarbi di tenere una conferenza a Saludecio ed egli ha accettato.

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