Cimice asiatica, fondo da 80 milioni di euro per le aziende colpite. E in primavera primi lanci di vespa samurai

A breve un nuovo bando regionale per la ricerca e uno per finanziare le reti antinsetto. Raddoppio degli stanziamenti ai Confidi per venire incontro alla crisi di liquidità delle aziende

"Un primo segnale importante. Una prima concreta disponibilità a favore delle imprese così duramente danneggiate. L’auspicio è che ora il Fondo possa essere ulteriormente rafforzato durante l’iter parlamentare". Così l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli che lunedì a Ferrara ha partecipato  all’incontro, convocato dal prefetto Michele Campanaro, sull’emergenza cimice asiatica, durante il quale il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, ha annunciato l’istituzione nella prossima Legge di Bilancio di un fondo triennale  da 80 milioni di euro. "Ringrazio il ministro Bellanova per l’attenzione con cui, fin dai giorni immediatamente successivi al suo insediamento, ha seguito questo problema, accogliendo le proposte contenute nel Piano che come Regione  Emilia-Romagna abbiamo messo a punto con il mondo agricolo e  condiviso con le altre Regioni del Nord Italia. Ora occorre proseguire in questo impegno congiunto delle Istituzioni perché la battaglia contro la cimice asiatica la si può vincere solo tutti insieme".

Oltre agli indennizzi alle aziende colpite, il Piano messo a punto dall’Emilia-Romagna prevede anche la necessità di una legge nazionale per la sospensione dei versamenti contributivi previdenziali, un passaggio questo ritenuto  fondamentale per evitare alle aziende stesse di trovarsi in situazioni di irregolarità  che potrebbero impedire loro di beneficiare in futuro di  contributi pubblici; l’integrazione delle giornate lavorate per vedere riconosciuta la disoccupazione ai lavoratori agricoli;  un rinnovato impegno per la ricerca e sul fronte europeo per introdurre alcune modifiche all’Ocm Ortofrutta e rafforzare il sostegno alle aziende del comparto.

Per quanto riguarda le iniziative avviate direttamente dalla Regione, Caselli ha ricordato quelle adottate per venire incontro da subito alla crisi di liquidità delle aziende. Dopo un primo stanziamento da 250mila euro per mutui a tassi agevolati, grazie alla recente modifica della legge regionale sul credito, sarà possibile raddoppiare gli stanziamenti abituali ai Confidi per portare i mutui sul prestito di conduzione a scadenze  di tre-cinque anni, con precedenza assoluta nel nuovo bando per le imprese danneggiate dalla cimice.  Ma non solo. Ammontano a 13 milioni di euro le risorse stanziate per le reti antinsetto, con un nuovo bando in arrivo a breve che grazie a precedenti economie, metterà  a disposizione 2 milioni di euro, elevando la quota di contributo pubblico all’80%, mentre un nuovo bando  da 1 milione di euro a favore dei Goi, i Gruppi operativi per l’innovazione, permetterà di proseguire l’impegno sul fronte della ricerca.

Danni per oltre 350 milioni di euro per pere, pesche e nettarine

Danni per oltre 350 milioni di euro per le sole pere, pesche e nettarine, mezzo milione di giornate lavorate in meno e un perdita media per ettaro che può essere calcolata in 8.600 euro. Questa la prima, provvisoria stima dell’impatto che la cimice sta avendo nel Nord Italia secondo l’analisi compiuta dal Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara. Di fronte a questo quadro, diventa importante trovare rapidamente una soluzione.  Tra queste l’introduzione della vespa samurai. "Siamo di fronte a un’emergenza nazionale che rischia di diventare anche europea – ha ricordato Caselli - visto che la cimice ha fatto la sua comparsa anche in Francia, Austria e Spagna. Ora occorre accelerare sul fronte della ricerca, con un’attenzione particolare alle possibilità offerte dalla vespa samurai, il più promettente antagonista naturale della cimice". Dopo il via libera da parte del Governo all’utilizzo di questo insetto, la Regione -  in attesa che si completi lo studio preliminare del Crea, il Consiglio per la ricerca e l’analisi dell’economia agraria -  sta attrezzandosi per poter fare già in primavera i primi lanci in campagna. "Sarebbe un segnale importante anche nei confronti del mondo agricolo. Occorre accelerare al massimo l’iter per poter partire. Noi siamo pronti". 

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