Commercio estero, in flessione le esportazioni delle aziende riminesi

Diminuisce il valore del prodotto, a farne le spese è soprattutto il comparto del tessile abbigliamento

Nel 1° trimestre 2019, nel sistema aggregato Romagna - Forlì-Cesena e Rimini, le esportazioni ammontano a 1.506 milioni di euro mentre le importazioni raggiungono quota 717 milioni di euro; il saldo commerciale (differenza tra esportazioni e importazioni) risulta pertanto positivo: +789 milioni di euro.Nel  confronto con il 1° trimestre 2018 si riscontra un incremento delle importazioni del 2,5% e delle esportazioni dell’1,2%; positiva la crescita dell’export, anche se di lieve entità, inferiore però alla variazione regionale (+5,0%) e nazionale (+2,0%). Nel medio periodo, considerando il primo trimestre degli ultimi cinque anni (dal 2014), si tratta dell’incremento annuo più basso. Nel dettaglio, aumenta il valore esportato dei principali prodotti: +4,8% per i macchinari ed apparecchi meccanici (19,3% del totale export, primo prodotto), +8,9% per i prodotti in metallo (12,1%), +4,6% per gli apparecchi elettrici ed apparecchiature elettroniche (8,5%), +13,3% per alimentari e bevande (7,7%) e +16,3% per i prodotti dell’agricoltura (6,1%); in calo, invece, i prodotti dell’abbigliamento (11,7% dell’export), del 14,6%, e gli articoli in pelle e calzature (7,0%), del 6,4%. In crescita le esportazioni verso la principale area geografica rappresentata dalla UE: +6,2% (61,8% del totale export); in diminuzione i flussi verso l’America settentrionale (-4,6%, 9,4%), verso i Paesi europei non UE (-9,8%, 8,7%) e i Paesi dell’Asia orientale 
(-10,5%, 8,4%).
 
“I dati dimostrano che il nostro sistema produttivo è solido e in grado di approcciare i mercati esteri, nonostante uno scenario internazionale complesso e caratterizzato da spinte protezionistiche – dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Il supporto all’internazionalizzazione delle imprese è una linea strategica dell’ente e il nostro impegno è concreto e costante per offrire servizi, contributi e attività di formazione rivolti, sia alle imprese che già operano in maniera strutturata, sia alle imprese che intendono avviare e sviluppare rapporti con l’estero”.
 
Commercio Estero delle imprese: focus provinciale Rimini
Nel 1° trimestre 2019 in provincia di Rimini le esportazioni ammontano a 607 milioni di euro mentre le importazioni raggiungono quota 244 milioni di euro; il saldo commerciale (differenza tra esportazioni e importazioni) risulta pertanto positivo: +363 milioni di euro. Nel confronto con il 1° trimestre 2018 si riscontra un decremento delle importazioni del 3,2% e delle esportazioni dell’1,6%; risultato negativo, quindi, per l’export, contrariamente alla variazione positiva regionale (+5,0%) e nazionale (+2,0%). Tale variazione negativa fa seguito alla variazioni annue decisamente positive riscontrabili nel primo trimestre dei tre anni precedenti. In sintesi, in provincia di Rimini si concentra il 3,8% del totale dell’export dell’Emilia-Romagna (ultima posizione) mentre, tra le province regionali, solo Rimini e Ferrara fanno segnare dinamiche negative.

La flessione dell’export è dovuta soprattutto alla decisa diminuzione del valore esportato del principale prodotto rappresentato dagli articoli di abbigliamento (26,1% del totale export): -15,0%; -2,8% anche per gli apparecchi elettrici ed apparecchiature elettroniche (6,8%), -9,3% per i mezzi di trasporto (6,1%), a causa soprattutto di navi e imbarcazioni (-9,0%). In crescita, invece, i macchinari ed apparecchi meccanici (26,1% del totale export, al pari dell’abbigliamento), del 6,7%, i prodotti in metallo (10,0%), del 20,3%, e alimentari e bevande (8,2%), del 17,9%.

La contrazione delle esportazioni non incide, comunque, sul flusso commerciale verso la principale area geografica, che risulta in crescita: +1,3% per i Paesi dell’Unione Europea, che rappresentano il più importante mercato di sbocco (56,9% del totale export), grazie in particolare al Regno Unito (+25,3%) e, secondariamente, alla Germania (+0,4%), mentre diminuisce l’export verso la Francia (-6,1%); a seguire, +4,6% per i Paesi dell’Asia orientale (9,6%). Calano, invece, le esportazioni verso l’America settentrionale (12,7% del totale), dell’11,3, causa flessione degli Stati Uniti (-8,8%, primo Paese mondiale), e verso i Paesi Europei non UE (10,7%), del 10,9%.
 

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