Crisi economica, l'allarme di Confcommercio: "Il nostro turismo dipende anche da fiere e congressi"

Gianni Indino: "Ci auguriamo che il settore fieristico-congressuale venga trattato con attenzione, contribuisce alla destagionalizzazione della nostra offerta ed è uno dei comparti con il più alto moltiplicatore di indotto"

“All’alba di una delle estati più difficili della nostra storia, non possiamo dimenticare l’apporto che il comparto fieristico e congressuale dà al turismo del nostro territorio. Un settore colpito al cuore più di altri dalla pandemia - dice Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini - e che senza un supporto forte da parte dello Stato rischia un tracollo che pagherà l’intera comunità. Anche se gli ultimi provvedimenti hanno dato il via libera alla riapertura di fiere e congressi in questi giorni, Italian Exibition Group è impegnata nell’organizzazione e nella messa in pratica del progetto Safe Business by IEG, per ottemperare a tutti gli obblighi per fare e partecipare alle fiere in tutta sicurezza, nel pieno rispetto delle regole e dei protocolli sanitari, tutelando la salute di aziende e visitatori. Per il momento, le fiere rimangono attive solamente in modalità on-line.

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La vera ripartenza è dunque ben più lontana: il calendario primaverile è saltato, con la cancellazione o lo slittamento di appuntamenti importantissimi, Rimini Wellness su tutti. E sarà proprio da Rimini Wellness a ripartire in sicurezza a fine agosto, utilizzando i grandi spazi esterni per le attività. Bisognerà spingere forte sull’acceleratore per fare ripartire il cosiddetto “Lover” fieristico: un acronimo che sta per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le tre regioni che insieme contano la maggioranza delle fiere nazionali con corposi investimenti strutturali e di promozione. Nella nostra regione l’anno scorso sono state organizzate ben 40 fiere, il 17,9% del totale italiano, con una ricaduta economica notevole sull’intero territorio. Ora, che si aprono nuovi scenari e nuove sinergie, le fiere non vanno lasciate sole e senza aiuti. Il turismo fieristico e congressuale da decenni permette alla Riviera di Rimini di vivere tutto l’anno, di riempire alberghi, bar e ristoranti, di dare impulso ai trasporti e all’occupazione. Insomma di sviluppare turismo. È dunque un comparto da coltivare e sostenere in questa emergenza con cifre importanti. Ci auguriamo che il governo centrale lo tratti con le dovute attenzioni. Ricordiamo che per ogni euro investito, nel settore fieristico/congressuale ha un moltiplicatore di 10, ovvero è uno dei comparti con il più alto moltiplicatore di indotto diretto e indiretto nell’economia nazionale e a maggior ragione sul nostro territorio. Ma il comparto, pur di eccellenza, da solo non può resistere a questa tempesta né ripartire: ci auguriamo che gli amministratori ne siano consapevoli e stiano vicini, perché per risollevarsi avrà bisogno di tutti. Di sicuro come Confcommercio della provincia di Rimini ci saremo".

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