L'agricoltura si tinge di rosa: tra Rimini e Forlì-Cesena 2mila aziende al femminile

I dati in questione sono emersi al convegno del sessantesimo anniversario di Coldiretti Donne Impresa Emilia Romagna

Pur con le difficoltà legate alla complicata uscita dalla crisi economica, l’agricoltura si conferma una delle leve per il rilancio del Paese. I dati, anche nella provincia di Rimini, confermano che il settore è in fermento e che il lavoro cresce grazie alla nuova imprenditoria giovanile e femminile, con la multifunzionalità e con i nuovi servizi a disposizione dei consumatori. Protagoniste di questo “ritorno alla terra”, coinciso con una sensibile ripresa del settore, sono le donne imprenditrici agricole. Nel secondo trimestre 2016, secondo elaborazione Coldiretti Emilia Romagna su dati Unioncamere, sono aumentate le imprese agricole condotte da donne. Al 31 giugno 2016 le aziende al femminile in regione erano 13.039, 61 in più rispetto al 31 marzo 2016. Nel Riminese, al 31 dicembre 2015 (ultimi dati disponibili), risultano 586 le imprese "in rosa” che operano in agricoltura (la maggioranza concentrate nei Comuni di Rimini, Coriano, Santarcangelo, Bellaria) su di un totale di 7.459 aziende al femminile attive in tutta la provincia. Nella provincia di Forlì-Cesena, sempre al 31 dicembre scorso, le imprese agricole guidate da donne rappresentavano il 18,7% del totale delle imprese agricole (1.451 sulle 6.953 attive in agricoltura), secondo settore per presenza 'rosa' dopo quello del commercio, con un'incidenza sul totale delle imprese attive sul territorio pari al 20,9%.

I dati in questione sono emersi al convegno del sessantesimo anniversario di Coldiretti Donne Impresa Emilia Romagna, l’associazione delle imprenditrici di Coldiretti, che si è svolto al Flora Trade show, in corso a Rimini Fiera in contemporanea con il Macfrut e dedicato al tema “Agricoltura, paesaggio e turismo in Emilia Romagna, la donna nell’ambiente nel territorio”. Attualmente più di una azienda su cinque (22%) è guidata da donne e nel generale contesto imprenditoriale provinciale, quello agricolo è il terzo settore per presenza femminile dopo il commercio e turismo. “L’ingresso progressivo delle donne nell’agricoltura italiana - ha detto la responsabile regionale e nazionale di Coldiretti Donne Impresa, Lorella Ansaloni - è stato favorito dagli effetti della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta dalla Coldiretti, che ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne, aprendo nuove opportunità occupazionali soprattutto alle donne e ai giovani”.

"La presenza innovativa delle donne – rileva Coldiretti Rimini – è infatti più diffusa nelle attività connesse a quella agricola come la trasformazione aziendale dei prodotti, la vendita diretta, l’agriturismo con le attività ricreative come la cura dell’orto, il settore dell'agribenessere, le fattorie didattiche, i corsi di cucina in campagna. Una attenzione particolare Coldiretti Impresa donna dedica all’educazione alimentare ed ambientale, con l’iniziativa di Educazione alla Campagna Amica che ogni anno coinvolge in Emilia Romagna diecimila alunni delle scuole primarie e secondarie. In fase di crescita nell’universo imprenditoriale femminile in Emilia Romagna è anche l’attenzione all’ambiente e l’attività di sistemazione di parchi, giardini e la cura del paesaggio, testimoniate al convegno, sotto la guida del presidente dell’Arga, associazione interregionale giornalisti agroalimentari di Emilia Romagna, Marche, Umbria e San Marino, Lisa Bellocchi, dalle relazioni dell’architetto paesaggista Monica Botta, dalla vice-responsabile della produzione di semi della Società Italiana Sementi, Carlotta Landini e dalle esperienze di agricoltrici Coldiretti".

“La multifunzionalità, che è la caratteristica principale delle aziende agricole condotte da donne – ha detto Lisa Paganelli, delegata Donne Impresa Forlì-Cesena e Rimini  – genera più occupazione perché sviluppa attività particolari che si affiancano a quella principale per fornire un prodotto o un servizio innovativo. Infatti, nella loro attività imprenditoriale, le donne dell’agricoltura hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici del territorio e della biodiversità. Fattori che caratterizzano la presenza femminile nelle nostre campagne”.

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