Ex McDrive di Riccione, lavoratori ancora senza lavoro dopo tre anni

La vicenda dei dipendenti dell’ex McDrive di Riccione chiede un’assunzione di responsabilità anche da parte del Comune che ha concesso i permessi per la riapertura senza chiedere il rispetto della “clausola sociale”

“Siamo sconcertati perché chi poteva, e doveva, non ha pensato al futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.” Esordiscono così i sindacalisti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil presenti oggi davanti all’ex McDrive di Riccione in cui si tiene una manifestazione che è partecipata non solo dai lavoratori licenziati e dalle loro rappresentanze sindacali, ma anche dai cittadini che esprimono la loro solidarietà.

“Siamo contenti che nei prossimi giorni riaprirà con una nuova proprietà il punto di ristorazione nel locale che ospitava l’ex McDrive di Riccione, – affermano i sindacati – perché questo significa nuova occupazione, ma bisogna ridare l’occupazione a quelle persone che ci lavoravano prima della chiusura e che hanno il diritto alla riassunzione.”

La vicenda risale al 2016 quando il gestore era Idrorama srl ed erano impiegate 21 persone. Nella primavera del 2017 il McDrive passò di mano e si stipulò un accordo sindacale, poi approvato dai lavoratori, grazie al quale la società acquirente Concetti Riccardo garantiva continuità occupazionale ed ammortizzatori sociali in attesa della ristrutturazione e della riapertura nell'autunno dello stesso anno.

“Poi è successo che Riccardo Concetti è stato arrestato per bancarotta fraudolenta - spiegano i sindacalisti - e la vicenda si è incartata fino all’estate del 2018 quando abbiamo saputo dell’ennesimo interessamento da parte di un’importante azienda.”
“Anzi – proseguono – erano già stati presentati i progetti di ristrutturazione dell’immobile al Comune, il quale ha concesso i permessi senza chiedere impegni alla riassunzione degli ex dipendenti, la cosiddetta clausola sociale, come invece noi sindacati avevamo sollecitato.” 

“Ora siamo a febbraio 2019 – osservano i rappresentanti dei lavoratori – e assistiamo all’inaugurazione a giorni di un locale che non ha cambiato la destinazione d'uso e  che mantiene l'attività di pubblico esercizio, ma nell’assoluto silenzio delle Istituzioni locali.”

“Quando ci sono possibilità di recuperare posti di lavoro per persone che lo hanno perso - ribadiscono all’unisono Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil – crediamo che anche le Istituzioni locali debbano fare la loro parte, se vogliono davvero occuparsi dei problemi dei cittadini che vivono in questo territorio ed in cui pagano le tasse.”

“Come sindacati abbiamo fatto, stiamo facendo e continueremo a faremo di tutto, come questa manifestazione e tutto ciò che è legalmente possibile, pur di trovare soluzioni per queste persone - concludono le categorie sindacali confederali – ma lanciamo un appello al Sindaco di Riccione ed ai nuovi proprietari perché si è ancora in tempo per aprire un nuovo confronto con disponibilità concrete per trovare una soluzione.”

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