Imprese turistiche e lavoro: "I nodi sono venuti al pettine da tempo, occorre scioglierli"

A parlare sono Isabella Pavolucci e Mirco Botteghi, rispettivamente segretario generale Cgil Rimini e segretario generale Filcams Cgil

"Ciò a cui stiamo assistendo da almeno un triennio, circa la crisi di offerta di lavoro stagionale nel turismo, è un segnale della crisi più vasta del sistema turistico riminese. L’ostinazione con cui taluni continuano a guardare il dito senza vedere la Luna è inferiore solo alla carenza di proposte per uscire da questo vicolo cieco. Affermare che la qualità del lavoro è un fattore produttivo strategico fondamentale, al pari di investimenti privati e pubblici, può apparire scomodo nell’epoca della disintermediazione e del lavoro “agile” o dei “collaboratori”; ma è necessario farlo. Non è più rinviabile una discussione complessiva che, a partire dagli investimenti straordinari che in questi anni il pubblico ha disposto per riqualificare il prodotto turistico, inizi ad approfondire il tema degli investimenti privati anche nella qualificazione del lavoro".

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A parlare sono Isabella Pavolucci e Mirco Botteghi, rispettivamente segretario generale Cgil Rimini e segretario generale Filcams Cgil. La questione di fondo, che la Cgil, insieme alla Filcams, ha messo in campo dalla primavera scorsa con il “Manifesto del lavoro nel turismo riminese”, è appunto sistemica: "Una più equa redistribuzione del reddito prodotto dal Turismo. Di lavoro il sistema economico del turismo ne richiede; ne richiederebbe anche di più se i nastri orari fossero da 40 ore settimanali, se non ci fosse lavoro irregolare, se si offrisse impiego di qualità agli oltre 2.000 studenti che nel riminese studiano per occuparsi nel turismo e se si reintroducesse un ammortizzatore sociale specifico (dal 2013, anno dell’avvio dell’eliminazione della indennità di disoccupazione stagionale, si è anche avviata la fase di corto circuito tra domanda ed offerta di lavoro stagionale). Da aggiungere che il Decreto Dignità, introducendo l’incremento contributivo ad ogni rinnovo, di fatto colpisce la continuità occupazionale favorendo la ripetuta sostituzione del personale da assumere. Di lavoro e qualità dello stesso se ne dovrebbe tenere conto anche nel dibattito politico sulle concessioni balneari, dal momento che dietro ad esse si cela uno strategico tema d’interesse generale. Si può scegliere se affrontare questi problemi o alimentare periodiche polemiche francamente incomprensibili nella loro funzione strategica. Noi abbiamo scelto da che parte stare. Abbiamo messo in campo una proposta complessiva che nel medio periodo può aumentare la propensione delle persone a scegliere il turismo stagionale come settore nel quale investire la propria vita lavorativa. Sulla base di questi presupposti la nostra organizzazione è disponibile ad avviare un confronto. Che i nodi siano venuti al pettine è chiaro, ora servono soluzioni complessive".

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