Le aziende private dei trasporti lanciano l'allarme: "Posti di lavoro a rischio"

“Abbiamo già perso il 100% del fatturato di questa stagione. Qualcuno ci chiede quanto possiamo resistere ancora ma la realtà è che siamo già arrivati al limite"

È un grido d’allarme che si alza con tono fermo e deciso quello lanciato dalle imprese del trasporto pubblico e privato dopo l’inizio dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus. CO.E.R.BUS, il consorzio che rappresenta circa l’80% del trasporto privato in Romagna, da Imola a Rimini, espone senza giri di parole una situazione che definisce “insostenibile e non più rinviabile”.

“Abbiamo già perso il 100% del fatturato di questa stagione – commenta Bruno Riccipetitoni, presidente di Coerbus -. Qualcuno ci chiede quanto possiamo resistere ancora ma la realtà è che siamo già arrivati al limite. Non c’è più tempo e chiediamo attenzione anche per il nostro settore. Un’attenzione che finora non abbiamo sentito da parte del governo”.

A pesare sul mondo del trasporto pubblico e privato c’è su tutti la sospensione dell’attività didattica e di conseguenza delle uscite scolastiche, che proprio in primavera, o addirittura da fine febbraio, toccavano il picco di richieste. A questo si aggiunge la preoccupazione di contrarre il virus. Una paura che ha fatto cancellare anche le prenotazioni di gite da parte di grandi e piccoli gruppi organizzati.
Per CO.E.R.BUS il 2020 appare ormai perso sotto il profilo del fatturato. “Non solo adesso ci ritroviamo con zero prenotazioni per il trasporto privato, ma a questo si aggiunge l’incertezza per i prossimi mesi – spiega Andrea Zaganelli, vicepresidente della cooperativa -. Come facciamo a prevedere quanto durerà quest’emergenza? La preoccupazione e la diffidenza a intraprendere viaggi potrebbero durare parecchi mesi e le nostre aziende nel frattempo sono senza lavoro”.

Le piccole e medie imprese che gestiscono i trasporti pubblici e privati non hanno infatti diritto ad ammortizzatori sociali e diversi lavoratori sono a rischio licenziamento. Un problema che per la Romagna conta oltre 500 posti di lavoro, in un comparto composto per oltre il 90% di contratti a tempo indeterminato.

Il settore chiede allora attenzione e soprattutto misure per sopravvivere a questa devastante calamità. Ieri il Caipet Emilia Romagna (Comitato delle associazioni di imprese private esercenti il trasporto di persone su strada) ha scritto al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessore ai Trasporti Andrea Corsini. Nella lettera l’organismo che rappresenta le aziende del trasporto segnala un calo repentino dell’utenza, con importanti riduzioni dei passeggeri e quindi di ricavi.

“Chiediamo un incontro urgente con le istituzioni per prendere subito provvedimenti – concludono Riccipetitoni e Zaganelli -. I decreti emanati recentemente impongono al nostro settore uno stop di diverse settimane, con la possibilità che questa crisi duri addirittura mesi. Non ce lo possiamo permettere. Stiamo parlando di centinaia di posti di lavoro che rischiano di saltare”.

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