Legge di stabilità, Mirra: "400 milioni per il potenziamento dell'Alta Velocità"

Tra i sei miliardi di euro, previsti dal Governo nella legge di stabilità per far ripartire cantieri da troppo tempo in stasi, spiccano i 400 milioni di euro per la velocizzazione della tratta ferroviaria Bologna Lecce

“La proposta di legge di stabilità, così come licenziata dall’esecutivo centrale, contiene alcuni elementi che, se confermati in fase di dibattito parlamentare, potrebbero rappresentare una buona notizia per la rete della mobilità che collega la nostra Riviera ai principali snodi e aree del Centro Nord, potenziali bacini turistici". E' quanto afferma l'assessore alla Mobilità della Provincia di Rimini, Vincenzo Mirra.

"Tra i sei miliardi di euro, previsti dal Governo nella legge di stabilità per far ripartire cantieri da troppo tempo in stasi, spiccano i 400 milioni di euro per la velocizzazione della tratta ferroviaria Bologna Lecce, propedeutica al potenziamento della linea in funzione del passaggio sia dell’alta velocità attraverso Freccia rossa di Trenitalia che Italo di NTV (il capolinea di quest’ultimo è per ora fissato ad Ancona)", continua Mirra.

"E’ lampante - sostiene l'assessore - come il potenziamento ferroviario della cosiddetta dorsale adriatica, obiettivo di questo finanziamento statale, fatta carne e sangue per il territorio riminese, che con il suo capoluogo è già stazione per il Freccia rossa e lo sarà a breve anche per Italo. Va detto che una parte di importanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria è già stata realizzata durante i mesi estivi nel compartimento di Bologna per evitare il ‘tappo’ di Castel Bolognese, sul quale si sommano i traffici dell’Adriatica e della Ravenna Imola Bologna".

"L’obiettivo del cantiere rifinanziato è anche evitare che treni lenti (pendolari) e treni veloci creino reciproco svantaggio accavallandosi, e quindi i lavori di miglioramento di infrastrutture e tecnologie (i treni possono viaggaire a minore distanza tra loro se esistono certi sistemi di controllo) migliorano la situazione - precisa Mirra -. Va tenuto presente che nei programmi dell’Unione Europea è presente un ‘corridoio adriatico baltico’ obbligatoriamente da potenziare e che fino ad ora si ferma a Ravenna".

"Ne consegue che tutta la parte adriatica, territorio riminese compreso, è nel programma di finanziamenti dei prossimi 6 anni della UE per la macro regione adriatico ionica e quindi il potenziamento dei collegamenti diventa un obiettivo prioritario e finanziato dell’Italia - aggiunge l'assessore -. L’auspicio che nel passaggio parlamentare questi 400 milioni di euro- di cui potrebbe beneficiare strutturalmente l’intera area riminese, assolutamente necessitante di collegamenti moderni-, non vengano frammentati in mille rivoli o, peggio ancora, scompaiano del tutto. Vigileremo affinchè ciò non accada, coinvolgendo anche i parlamentari locali".

Perplessità vengono avanzate dall'assessore comunale Gian Luca Brasini, "in primis perché se ne discute senza sapere ancora i trasferimenti dello Stato agli enti locali del 2013, la cui pubblicazione è stata preannunciata (con tanto di norme di legge) e altrettante volte slittata. La domanda di fondo è semplice: se lo stanziamento di fondi statali sarà solo di 1 miliardo a fronte dei 4,5 miliardi di valore dell’Imu sull’abitazione principale, la parte mancante (3,5 miliardi) chi la metterà? Non vorremmo che il costo di tutta l’operazione dell’abolizione dell’Imu sull’abitazione principale si scaricasse, ancora una volta, sui Comuni e sui loro cittadini. Inoltre, se così fosse, il presunto aumento dell’autonomia impositiva dei sindaci, servirebbe solo a coprire i buchi dello Stato e non a costruire città migliori".

"Sulla Tasi (la tassa sui servizi indivisibili) poi ci sarebbe tanto da dire, anche se in concreto non sembra altro che l’Imu chiamata con altro nome, visto che la Tasi sarà pagata anche dal proprietario di un’abitazione principale - continua Brasini -. Il proprietario di seconde case, o altro immobile, pagherà invece Imu e Tasi, con l’effetto d’introdurre una doppia tassazione sull’immobile. La Tasi sarà pagata in quota parte anche dagli affittuari, una scelta penalizzante per chi -  solitamente - ha una capacità contributiva inferiore. A questo si aggiunge la Trise, il tributo per i rifiuti, dove pare che non ci siano modifiche: tutti continueranno a pagare".

Brasini evidenzia "che ci sono degli aspetti positivi nella Legge annunciata dal Consiglio dei Ministri, come l’allentamento del patto di stabilità, il taglio del cuneo fiscale e l’annunciata esclusione di nuovi tagli nei trasferimenti ai Comuni. Questi “principi” in qualche modo positivi, si scontrano però, con un importo della  manovra risibile, che poco può incidere sulle dinamiche degli enti locali, che mai come in questa fase hanno bisogno di certezze e risorse per garantire i servizi ai cittadini".

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