Liberalizzazioni, Confcommercio e Confesercenti unite contro i provvedimenti

Confcommercio e Confesercenti hanno ribadito la loro contrarietà ai provvedimenti dell’attuale Governo in tema di liberalizzazioni nel commercio

Confcommercio e Confesercenti hanno ribadito la loro contrarietà ai provvedimenti dell’attuale Governo in tema di liberalizzazioni nel commercio, sottolineando che non tengono conto della peculiarità del sistema italiano della distribuzione commerciale, fatto di piccole, medie e grandi imprese che si confrontano in un mercato pienamente competitivo e senza barriere all’ingresso, capace di assicurare ai consumatori livelli di servizio fra i più elevati in Europa, in particolare in Emilia Romagna.

La liberalizzazione selvaggia del settore, che prevede l’apertura delle attività 24 ore su 24, festivi e domeniche comprese, condizione insostenibile per le piccole imprese che rischieranno così di chiudere, e quella annunciata dei saldi e delle vendite sottocosto, a giudizio delle due organizzazioni, non farà aumentare i consumi e non migliorerà certamente i servizi, come d’altronde non farà aumentare l’occupazione ma servirà solo a trasferire  quote di consumo dal piccolo e medio dettaglio alla grande distribuzione, che già detiene un’elevata quota di mercato (oltre il 70% dei consumi alimentari).
“Le scelte del Governo in fatto di liberalizzazioni – afferma Celso De Scrilli, Vice Presidente Vicario di Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Emilia Romagna – stanno fortemente danneggiando un modello italiano di distribuzione commerciale in cui la compresenza di piccole, medie e grandi superfici di vendita ha fin qui mostrato di agire positivamente tanto a vantaggio della concorrenza, quanto della qualità del servizio reso ai consumatori.”

Per Roberto Manzoni, Presidente regionale di Confesercenti Emilia-Romagna “con i provvedimenti di deregulation totale del Governo siamo ormai al ‘Far West’ del commercio; a un settore, che già dal 1998 è libero e non ha più contingenti numerici, si stanno togliendo anche le poche regole rimaste come la limitazione delle aperture domenicali o la definizione dei periodi dei saldi arrivando a mettere  in discussione la stessa programmazione urbanistica per quel che concerne le grandi strutture di vendita, che potrebbero aprire addirittura con una semplice autocertificazione”.
“Ulteriori liberalizzazioni distorte e calate dall’alto a priori e senza criterio – aggiunge Davide Urban, Direttore regionale di Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Emilia Romagna – finiranno per mettere in ginocchio i nostri settori già pesantemente penalizzati dalla crisi. Il tutto svuotando le Regioni di ogni competenza sul commercio e spianando la strada a politiche centralistiche che nulla hanno a che vedere con la Sussidiarietà ed il Federalismo.”

“Tutto ciò è inaccettabile – conclude Stefano Bollettinari, Direttore regionale di Confesercenti Emilia-Romagna - e non ha niente a che fare con la concorrenza ma anzi è una scelta di campo solo a favore della grande distribuzione, che danneggerà pesantemente le piccole imprese e il loro ruolo di servizio commerciale diffuso sul territorio. Facciamo appello al Presidente Errani affinchè sollevi l’illegittimità del provvedimento e intervenga sul Governo per ripristinare le competenze regionali”.

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