Maxi concorso in Regione, l'Emilia-Romagna pronta ad assumere quasi 1500 persone

Dopo 10 anni di blocco del turn-over dovuto alle norme statali il piano triennale dei fabbisogni lavorativi 2019-2021 punta su multidisciplinarietà, merito ed equità

La Regione stima di assumere 1.300 persone. I nuovi ingressi superano quota 1.500 se vengono aggiunti anche i 260 dipendenti in arrivo dalla mobilità fra enti. E' stato approvato a Bologna il Piano triennale dei fabbisogni di personale 2019-21 e dalla metà di luglio si dà il via alla fase concorsuale, che punta su multidisciplinarietà, merito ed equità. Un percorso aperto a nuovi profili in ambiti che vanno dalle materie giuridico-amministrative a quelle economico-finanziarie, dalla gestione del territorio alla tutela ambientale, fino alla trasformazione digitale. Una nuova fase, dunque, dopo 10 anni di blocco del turn-over dovuto alle norme statali. Il piano triennale dei fabbisogni lavorativi 2019-2021, varato dalla Giunta regionale, risponde anche alla prevista riduzione dell’organico di circa il 30% nel triennio per fisiologici pensionamenti, ‘Quota 100’ e altre cause, e prevede appunto le 1.500 assunzioni, considerando anche l’Agenzia regionale per il lavoro, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia (Arpae) e l’Agenzia regionale per il diritto agli studi superiori (Er.Go). Va poi a regime lo smart working, il ‘lavoro agile’, basato sulla responsabilizzazione del collaboratore e il ricorso agli strumenti informatici e digitali, prospettiva che si apre per 350 dipendenti regionali.

Il Piano è stato presentato lunedì mattina nella sede Regione dal presidente Stefano Bonaccini, dall’assessora alle Risorse umane, Emma Petitti, e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Presente anche il direttore generale al Personale Francesco Raphael Frieri: “Siamo orgogliosi della qualità e della professionalità di chi lavora in Regione Emilia-Romagna- afferma il presidente Stefano Bonaccini -. Siamo un territorio fra i più avanzati in Europa, e non solo, anche grazie a loro. Lo abbiamo riconosciuto di recente con un contratto decentrato che ha premiato l’eccellenza delle nostre professionalità come non avviene in nessuna altra Regione. Vogliamo continuare a esserlo valorizzando chi già è qui e allargando la squadra a nuove competenze ed energie fresche. Chiameremo in Regione persone motivate, ragazze e ragazzi che si impegnano ogni giorno nello studio, nella ricerca, nel lavoro. È un investimento di fiducia su quanti costituiranno il capitale umano di questa Regione nei prossimi 25 anni. Un vero e proprio rinnovamento, per una nuova generazione di dipendenti pubblici, che vogliamo condivida il sistema di valori professionali propri del dipendente della Regione Emilia-Romagna. Senza dimenticare - chiude Bonaccini - la necessità di offrire la possibilità di avanzamento a chi ha fatto marciare questa Regione in anni di blocco contrattuale, del turn over e delle progressioni di carriera”.

Attraverso il Piano si potrà puntare a ridurre l’età media del personale, oggi superiore ai 52 anni, 57 nella dirigenza, ma soprattutto a integrare gli organici regionali con nuove e ulteriori competenze e attitudini.  Inoltre, si intende garantire prospettive di carriera ai lavoratori regionali, contrastando il precariato interno, assicurando posti di riserva nei concorsi a chi già lavora nell’Ente, oltre a completare nel triennio il rientro o il trasferimento del personale distaccato. Tra le finalità, anche quella di recuperare il 10% di efficienza tramite misure di riorganizzazione e trasformazione digitale. Il tutto senza aumenti di spesa per l’Amministrazione.

I concorsi
Le nuove assunzioni, che comprendono anche profili per l’Agenzia per il lavoro, Arpae ed Er.Go, saranno 1.296. Di queste, 226 saranno riservate a selezioni interne e 393 alla lotta al precariato, come consentito dalla legge, con una quota di circa il 30%, nell’ambito dei concorsi, riservata anche ai dipendenti regionali a tempo determinato. Al numero complessivo, si aggiungono 260 nuovi dipendenti tramite mobilità tra enti. Già a partire da metà luglio saranno possibili le iscrizioni a 6 concorsi pubblici per laureati. Una seconda tornata si avrà tra ottobre e novembre, con 3 concorsi pubblici per diplomati. A dicembre 2019 sono previsti anche i concorsi per giovani laureati nel settore Agricoltura. Concorsi per 20/30 dirigenti sono programmati a partire da agosto 2020, con modalità che saranno decise dalla nuova Giunta regionale nella prossima legislatura. Le prime assunzioni si perfezioneranno tra dicembre 2019 e gennaio 2020.

I profili
I profili previsti dai bandi di concorso per laureati riguardano specializzazioni in materie giuridico amministrative, economiche e finanziarie, gestione del territorio e del patrimonio pubblico, programmazione del territorio e della tutela ambientale, agro-forestali, e della trasformazione digitale, mentre per i diplomati saranno ammessi i profili amministrativo contabile, tecnico progettista in campo ambientale e tecnico in campo agro-forestale. Previsti inoltre avanzamenti di carriera per il personale interno con selezioni per 116 persone. In concomitanza con l’apertura dei concorsi, la Regione varerà un sito web con tutte le informazioni necessarie e un toolkit per i candidati.

“Siamo orgogliosi della qualità e della professionalità di chi lavora in Regione Emilia-Romagna- afferma il presidente Stefano Bonaccini-. Siamo un territorio fra i più avanzati in Europa, e non solo, anche grazie a loro. Lo abbiamo riconosciuto di recente con un contratto decentrato che ha premiato l’eccellenza delle nostre professionalità come non avviene in nessuna altra Regione. Vogliamo continuare a esserlo valorizzando chi già è qui e allargando la squadra a nuove competenze ed energie fresche. Chiameremo in Regione persone motivate, ragazze e ragazzi che si impegnano ogni giorno nello studio, nella ricerca, nel lavoro. È un investimento di fiducia su quanti costituiranno il capitale umano di questa Regione nei prossimi 25 anni. Un vero e proprio rinnovamento, per una nuova generazione di dipendenti pubblici, che vogliamo condivida il sistema di valori professionali propri del dipendente della Regione Emilia-Romagna. Senza dimenticare la necessità di offrire la possibilità di avanzamento a chi ha fatto marciare questa Regione in anni di blocco contrattuale, del turn over e delle progressioni di carriera.”

“Si apre per la Regione una nuova importante stagione- sottolinea l’assessore al Bilancio, Risorse umane e pari opportunità, Emma Petitti- e con la messa a regime dello smart working, che per primi abbiamo sperimentato, si profila la possibilità per le donne e gli uomini di questa amministrazione di provare un nuovo modo di lavorare, consentendo di conciliare meglio i tempi di vita e impegno lavorativo. La Regione Emilia-Romagna si è sempre distinta nel contesto nazionale per una particolare attenzione a queste tematiche, compiendo scelte significative sia in termini di flessibilità di orario che di esigenze organizzative di servizio. Con le nuove assunzioni si rafforza un contesto di sviluppo e promozione del benessere dell’intero territorio e contemporaneamente si sviluppa il legame di fiducia e attenzione reciproca tra l’Amministrazione e le persone che vi lavorano”.

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