Nei primi 4 mesi dell'anno la cassa integrazione è arrivata a 4,58 milioni di ore

Il periodo di lockdown ha visto chiudere quasi il 70% delle aziende presenti nella provincia di Rimini

Nei primi 4 mesi del 2020 le ore autorizzate di cassa integrazione (CIG) totali sono state pari a 4,58 milioni, di cui il 95,9% di natura ordinaria, derivanti dalle disposizioni per il covid-19. Le ore in deroga autorizzate risultano 127.700 (il 2,8% del totale), a fronte delle 902.063 ore richieste alla Regione Emilia-Romagna (1.958 richieste per 5.723 lavoratori, dati al 10 aprile 2020). Il periodo di lockdown economico - in cui, dalle elaborazioni di Unioncamere (al 20 aprile 2020), risultavano chiuse il 69,8% delle imprese (per il 60,6% degli addetti) -, ha inciso in modo univoco sul fenomeno di autorizzazione delle ore di CIG, per cui ogni comparazione con l’analogo intervallo del 2019 non sarebbe significativa. Tuttavia, il numero di ore di CIG autorizzate è superiore a quelle registrate nell’intero 2009 (pari a 3,23 milioni di ore), anno in cui si palesarono pienamente gli effetti della crisi economica del 2008. Nel periodo in esame (gennaio – aprile 2020), i settori maggiormente coinvolti sono stati il manifatturiero (che assorbe il 71,4% delle ore totali autorizzate), le costruzioni (16,5%) e il comparto dei trasporti (6,4%). All’interno del manifatturiero, i comparti maggiormente interessati dalla CIG sono stati quello dei macchinari (30,2% del totale manifatturiero), l’abbigliamento (11,1%) e la fabbricazione dei metalli (10,3%).

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“I dati delle ore di cassa integrazione utilizzate nei primi quattro mesi dell’anno sono preoccupanti, ma non sorprendenti – commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna -. Purtroppo, tutti i cittadini italiani hanno dovuto fare i conti con la pandemia da Covid-19, ma, per le imprese, ci sono stati anche gli effetti particolarmente negativi del lockdown. Certamente la progressiva ripresa di tutte le attività economiche farà diminuire la richiesta di accesso alla cassa integrazione, ma le conseguenze di questa emergenza economica, purtroppo, si faranno sentire anche a lunga scadenza. Per questo, le Istituzioni devono impegnarsi al massimo, sia per sostenere le imprese in una situazione gravissima e inedita, sia per assicurare ai lavoratori di usufruire degli ammortizzatori economici necessari a garantire una vita dignitosa. Desidero, poi, ringraziare i tanti imprenditori che sono stati in grado di anticipare ai propri dipendenti l’erogazione degli ammortizzatori sociali, in un momento oggettivamente difficile per tutti.”

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