Nuova casa per anziani a Bellaria: al via i lavori della Cooperativa il Cigno

Il Credito Cooperativo Romagnolo finanzia l’intervento grazie ad una delle prime operazioni in Italia di accesso alle agevolazioni per le Imprese Sociali stanziate dal MISE

Il progetto per la costruzione di una Casa Residenza per Anziani a Bellaria diventa finalmente realtà. La Cooperativo Sociale Il Cigno ha ottenuto l’accesso ai fondi messi a disposizione dal Ministero Interno per lo Sviluppo Economico per 5 milioni di euro, che, uniti al finanziamento di 1 milione e 600mila euro concesso dal Credito Cooperativo Romagnolo, hanno permesso l’avvio dei lavori a inizio novembre, con fine lavori prevista in undici mesi di tempo. 
La nuova Casa per Anziani non autosufficienti potrà ospitare fino a 64 persone: si tratta di un complesso edilizio che si estende su una superficie di oltre 12mila metri quadri che sorgerà nel comune di Bellaria Igea Marina, su Viale Ennio, in prossimità del complesso parrocchiale di Bordonchio. La casa di riposo sarà sostanzialmente tutta su un piano per una estensione di circa 3mila metri quadri e sarà composta da due nuclei abitativi più un corpo centrale per i servizi generali e le attività comuni. La gestione degli spazi sarà orientata a contenere i rischi ambientali e strutturali e dunque tutelare gli ospiti, la distribuzione degli ambienti sarà guidata da indicazioni cromatiche, serramenti e arredi, nonché materiali idonei, favorendo la percezione di autonomia ed autoefficacia mediante l’abbattimento di barriere architettoniche. 

La struttura sia interna che esterna è stata pensata tenendo conto delle esigenze delle persone affette da Alzheimer con percorsi attrezzati e complanari che devono prevedere una tipologia circolare, con mete o punti da raggiungere ben visibili, percorsi privi di diramazioni, ben definiti e ma non esclusivi, tendenzialmente sinuosi, con tratti rettilinei brevi; fruibili notte e giorno, con condizioni di luminosità omogenee, ampie e prive d'ombre e di fenomeni d'abbagliamento e/o riflessi.

“Si tratta di una delle prime operazioni di finanziamento ad impatto sociale e ambientale – spiegano Mirco Coriaci e Riccardo Cappelli, rispettivamente Direttore e Responsabile Credito di Confcooperative Forlì-Cesena – dove oltre alla redditività economica e alla sostenibilità finanziaria sono stati valutati attentamente i ritorni positivi per il territorio e la comunità. Proprio per questo abbiamo scelto insieme all’impresa di accedere al Fondo Imprese Sociali, e si è trattata della prima domanda di finanziamento presentata a livello nazionale. Siamo orgogliosi del fatto che la cooperazione sia riuscita a fare sistema, portando avanti un progetto che crediamo farà scuola anche al di fuori del nostro territorio”.
Per la realizzazione del progetto il Credito Cooperativo Romagnolo si è impegnato fin da subito nel difficile processo di certificazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, che assieme a Cassa Depositi e Prestiti e ABI, ha stabilito criteri molto precisi per poter aderire alla Convenzione predisposta per accedere a queste operazioni di finanza agevolata, dedicate alle imprese di utilità sociale. Nel sito del MISE, ad oggi gli Istituti Bancari abilitati sono solo 7; il Credito Cooperativo è stata la prima BCC in Italia ad aderire alla convenzione, a partire da Dicembre 2017.
“La nostra Banca ha capito subito l’importanza di un progetto di questa portata per la comunità locale – spiega il Direttore Generale del Credito Cooperativo Romagnolo Giancarlo Petrini e ha voluto sostenerlo credendoci con tutte le sue forze. La struttura all’avanguardia sarà un luogo ideale per l’accoglienza di persone anziane non autosufficienti e affette da patologie medio gravi. Sostenere le famiglie che vivono nel nostro territorio per noi è importante, come lo è il benessere della comunità”.

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