Ore decisive per la Carim: con Cesena verso un polo romagnolo di Credit Agricole

La novità arriva dopo un grande accelerata avvenuta nella giornata di giovedì, con una proposta avanzata da Cariparma e accettata nel giro di poche ore dallo Schema Volontario del Fondo interbancario

Sono ore decisive per due storiche banche romagnole in crisi: le casse di risparmio di Cesena e di Rimini. I due istituti bancari, assieme alla toscana Cassa di Risparmio di San Miniato, entreranno nell'orbita di Cariparma, la banca italiana che fa capo al grande gruppo bancario francese Credit Agricole. La novità arriva dopo un grande accelerata avvenuta nella giornata di giovedì, con una proposta avanzata da Cariparma e accettata nel giro di poche ore dallo Schema Volontario del Fondo interbancario, attualmente il proprietario della cassa cesenate.

L'agenzia specializzata Radiocor, infatti, ha informato che  Cariparma, guidata dall'amministratore delegato Giampiero Maioli, ha avanzato la richiesta di acquisizione. Si sarebbe trattato di una  proposta informale avanzata da Maioli ma celermente esaminata dal Consiglio dello Schema volontario del Fondo, presieduto da Salvatore Maccarone, riunitosi a Milano dopo l'Esecutivo Abi. E secondo quanto appreso in serata ci sarebbe stato direttamente il via libera. Insomma, le casse di Cesena e di Rimini, 96 sportelli la prima, 30 la seconda (secondo i loro siti internet), con una buona copertura in tutta la Romagna, presto si dovrebbero trovare sotto un'unica insegna e al termine di un traghettamento anche doloroso per i piccoli e grandi azionisti. Credit Agricole dovrebbe quindi infine fornire i capitali per il rilancio dei due istituti di credito in affanno da anni. Questo sempre nel caso in cui a Rimini si scelga questa strada, visto anche, sulla carta, l'interessamento di un fondo americano

L'operazione dovrebbe essere così strutturata: lo Schema volontario ricapitalizzerà Rimini e San Miniato, “ripulendole” delle sofferenze. Quindi cederà i due istituti bancari alla cifra simbolica di un euro al colosso francese. Diverso è il caso della cassa di Cesena: questa, infatti, è stata già fatta oggetto di risanamento e quindi potrebbe essere ceduta per 150 milioni a Cariparma. Con i proventi di Cesena, il Fondo Interbancario effettuerà l'operazione di “ripulitura” di Rimini e San Miniato, esaurendo però anche la sua dotazione residua, pari a circa 420 milioni. Le tre banche, secondo fonti finanziarie, hanno sofferenze lorde per 2,8 miliardi che andranno a loro volta cedute attraverso una cartolarizzazione nella quale potrebbe intervenire il fondo Atlante. Lo Schema volontario nominerà un advisor per guidare il complesso domino bancario che potrebbe dare stabilità alle due banche romagnole, che potrebbero finire in un grande network bancario dell'Italia centrale e settentrionale che già comprende Cariparma, Friuladria e Carispezia. Nella giornata di venerdì con il voto nel cda di Cariparma potrebbe già essere conclusa l'operazione dal punto di vista finanziario. Poi si aprirà la partita delle “razionalizzazioni” su filiali, personale e prodotti bancari. I sindacati, tuttavia, per ora condividono il percorso facendo affidamento principalmente alla solidità della capogruppo francese.

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