Federmoda, Zanzini: "Dopo Misano va bloccato il centro commerciale a San Giovanni"

Le proposte per il settore: "Limitazione del consumo di suolo, statuto Outlet, normativa sui Temporary shop, spostamento dei saldi"

Se il no della Provincia di Rimini alla costruzione del centro commerciale di Misano è stata “una vittoria del commercio di prossimità”, la battaglia di Confcommercio e Federmoda della provincia di Rimini non è terminata. “Non è un unico diniego che ci può far mettere il cuore in pace – spiega il referente provinciale di Federmoda – Confcommercio, Giammaria Zanzini -”. “È arrivato il momento di superare questi anacronistici progetti di nuovi poli commerciali – prosegue -. Il nostro territorio è stracolmo di ipermercati quanto di capannoni sfitti e inutilizzati, frutto di un’edificazione spesso campanilistica e priva di programmazione. Questo suscita forti perplessità, in un’epoca in cui si parla di consumo del suolo zero, direzione in cui è già andata anche la Regione Emilia Romagna con la Legge 24/2017 “Disciplina regionale sulla tutela e uso del territorio”.

Ora abbiamo a che fare con il probabile arrivo di un’altra area periferica dedicata al commercio nel territorio di San Giovanni in Marignano. In un Comune che insieme a quelli limitrofi, nel raggio di 7 chilometri (Cattolica, Morciano, San Clemente, Misano, Saludecio, Montegridolfo, e nella provincia di Pesaro quelli di Gradara e Tavullia) cubano poco più di 69.000 persone residenti. Non credo ci sia nemmeno bisogno di affermare che le superfici della grande distribuzione esistenti siano abbondantemente sufficienti a rispondere alla domanda del territorio. Anche perché i dati delle imprese della nostra provincia non fanno sorridere, soprattutto per quanto riguarda il commercio al dettaglio (nuovo -2% annuo nel 2019 per una discesa che non accenna a fermarsi, se non per quanto riguarda il dato relativo alle imprese straniere) con la chiusura di 1.666 imprese in provincia, di cui 725 legate al nostro settore. Anche l’impatto sull’occupazione, ricordiamo, non è positivo: per ogni assunto nella grande distribuzione, se ne perdono circa 5 nella media, piccola e micro impresa. Lunedì incontreremo il sindaco di San Giovanni in Marignano, Daniele Morelli e ribadiremo la nostra contrarietà, consapevoli che si tratta di una partita diversa da quella di Misano ma ugualmente preoccupante per il commercio di vicinato.

È arrivato il momento di invertire la rotta. Per farlo chiediamo che si dia un taglio a questo proliferare di forme di commercio invasive e predatorie. Alla Regione chiediamo che imponga lo stop alla costruzione di nuove piattaforme commerciali sopra i 10.000 mq, almeno per i prossimi 10 anni, perché ogni sindaco che sogna di dotare il suo Comune di una nuova rotonda o di un nuovo cavalcavia potrebbe pensare di utilizzare gli allettanti oneri di urbanizzazione correlati a nuove mega-costruzioni, senza calcolare che esse vengono creare sulle spalle dei commercianti che chiudendo impoveriscono il territorio in un circolo vizioso che rischia di rendere inutile la stessa scelta infrastrutturale. Inoltre, è diventato più che mai urgente porre un freno alle posizioni di privilegio di cui in questo momento beneficiano Temporary Store e Outlet a causa di una normativa lacunosa o totalmente assente. In campagna elettorale tutte le parti politiche hanno concordato con noi che sia giunto il momento di un regolamento sugli Outlet anche nella nostra regione, come già fatto da Toscana e Lazio, che permetta al consumatore di avere più trasparenza e che ripristini una concorrenza equa con i piccoli dettaglianti.

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Chiediamo che in questo regolamento trovi spazio anche lo stop ai saldi straordinari: non ci sembra opportuno né tanto regolare che gli Outlet, che vendono merce costantemente in saldo, debbano anche usufruire di ulteriori periodi. Finestre promozionali che dovrebbero rimanere appannaggio dei commercianti di vicinato, rivedendo anche le date in cui fissarle più consone al momento economico e sociale in atto. Di errori sul nostro territorio ne sono già stati fatti tanti: penso all’ultimo in ordine di tempo con l’ampliamento di oltre 90mila mq alla Shopping Valley di Savignano. Non per questo le amministrazioni devono perseverare, anzi. Il futuro delle nostre città e anche il nostro appeal turistico passano per negozi ed esercizi di prossimità, per luoghi attrattivi e rigenerazione urbana sostenibile, per servizi diffusi e capaci di riportare al centro cittadini, sicurezza, qualità. Sono sfide per il nostro futuro, urbanistiche ma prima di tutto culturali. Noi siamo pronti a giocarle, ma abbiamo bisogno che le amministrazioni ci stiano vicine scrivendo regole certe”.

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