Saldi invernali, Nadia Rossi: "Bisogna ascoltare le esigenze dei commencianti e creare piani a sostegno"

"La Regione deve prendere l'impegno di convocare un tavolo con le rappresentanze commerciali e dei consumatori per valutare correzioni al piano dei saldi"

Scattano sabato 4 gennaio i saldi invernali che coinvolgono il settore del commercio al dettaglio. Un’opportunità per le famiglie per fare acquisti a prezzi ridotti, anche con sconti superiori al 50%, "ma che crea preoccupazione tra le categorie, come testimoniato dalle recenti dichiarazioni di Confcommercio, Federmoda e dalla recente indagine presentata poco prima delle festività da Cna commercio e turismo, critiche soprattutto rispetto alla concorrenza ritenuta sleale che si viene a creare con le grandi catene multinazionali, con gli outlet e con i vari operatori del commercio on line", afferma Nasia Rossi (Pd).

"Il settore del commercio al dettaglio, e in particolare quello della moda, negli ultimi anni ha dovuto fare i conti oltre che con la crisi economica, anche con il cambiamento delle modalità di acquisto e consumo, con centri commerciali e di grande distribuzione aperti 7 giorni su 7, vendite on line che propongono prezzi competitivi e offerte promozionali ‘continue’. Alla vigilia dell’apertura della finestra invernale dei saldi, Confcommercio, Federmoda e Cna hanno sottolineato le criticità del settore, chiedendo interventi decisi a sostegno dei piccoli commercianti, mirati ad esempio al contrasto alla contraffazione, e chiedendo la possibilità di valutare lo spostamento dei saldi invernali a fine febbraio, a causa della presenza nei negozi di un enorme assortimento che è rimasto invenduto per il maltempo".

La consigliera regionale Pd e candidata alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio Nadia Rossi, già a novembre scorso aveva presentato una risoluzione alla Giunta per affrontare alcune problematiche sul commercio a partire dalla regolamentazione dei saldi: “Scopo delle vendite di fine stagione è quello di conciliare le esigenze del consumatore - che può acquistare a prezzi più bassi – e del commerciante che, avendo già introitato la parte più consistente dalla vendita, si libera delle rimanenze senza dovere fare resi o magazzino. Una disciplina così rigida mal si sposa però con le esigenze del settore del commercio in sede fissa, che deve competere con l’offerta online che invece non ha particolari regolamentazioni di questo tipo, ed è soggetto alle variazioni climatiche che hanno conseguenze sull’andamento delle vendite”.

La consigliera chiede quindi che la Regione prenda l’impegno di convocare “un tavolo con le rappresentanze commerciali e dei consumatori per valutare correzioni al piano dei saldi e più in generale azioni a sostegno del commercio di vicinato, affinché possa essere competitivo con le forme di commercio on line che sono ormai parte integrante delle modalità di consumo delle famiglie”.

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