Si dimette l'amministratore delegato di Ieg, il titolo precipita in borsa

Dopo l'annuncio diffuso nel primo pomeriggio le quotazioni delle azioni sono calate sensibilmente

L'annuncio delle dimissioni dell'amministratore delegato, Ugo Ravanelli, provoca un contraccolpo in Borsa per il titolo di Ieg, la società delle fiere di Rimini e Vicenza, approdata in Borsa a giugno. Dopo la diffusione del comunicato stampa in cui il manager annuncia l'addio a Italian Exhibition Group, in pochi minuti le quotazioni dell'azioni della società iniziano una brusca discesa, passando dai 4,2 euro delle 14 ai 3,82 euro (-9,05% delle 14.08. Dopodichè, la perdita nei minuti successivi si è ridotta a -8,33% con il titolo scambiato a 3,85 euro. A un'ora dalla chiusura della Borsa le azioni erano a 3,94 euro con una flessione del 6,19%. Le contrattazioni si sono chiuse col titolo che ha perso il 7,14% a 3,9 euro per azione.

"Le dimissioni di Ugo Ravanelli sono una tempesta a ciel sereno - ha commentato il consigliere comunale capogruppo Movimento Nazionale per la Sovranità Gennaro Mauro. - Dopo la brillante operazione di quotazione in borsa di IEG e le ottime performance della società e l’annuncio di partecipare insieme ad promozione alberghiera al bando promosso dal comune di Rimini per la promozione turistica del nostro territorio, non ci saremo aspettati le dimissioni con effetto immediato dell’amministratore delegato Ugo Ravanelli. Non è la prima volta che Ravanelli abbandona gli incarichi in IEG, appare chiaro che è la conseguenza dei forti contrasti che perdurano all’interno del management di IEG e probabilmente strettamente legati alla prossima fuoriuscita del presidente Lorenzo Cagnoni della compagine aziendale e alla lotta per la sua successione. Ravanelli ha dimostrato di essere un ottimo Amministratore Delegato, i risultati sono sotto gli occhi di tutti, la sua perdita può gettare ombre sul futuro di IEG, in vista anche degli importanti investimenti che la società si sta accingendo a fare. Non ci si improvvisa a fare i manager in un comparto come quello fieristico congressuale, e sia chiaro a tutti che sono finiti per sempre i tempi di un cui la società fieristica dava sfogo agli appetiti di esponenti politici riminesi".

"Ci chiediamo - conclude Mauro - chi ha frapposto ostacoli all’ottimo lavoro di Ravanelli, che lo ha indotto dichiarare  che non esistono più i presupposti per svolgere il ruolo di amministratore delegato, ma soprattutto  quale è stato  il ruolo esercitato in questa vicenda dal sindaco Gnassi quale maggiore azionista della società? Nei prossimi giorni chiameremo Gnassi e l’amministratore unico di Rimini Congressi a dare spiegazioni dell’accaduto in Consiglio Comunale e sopratutto di declinare le prospettive di sviluppo della società anche in relazione di possibili alleanze con altri comparti fieristici italiani e stranieri".

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