La tassa di soggiorno ci sarà: confronto aperto tra i Comuni

La discussione tra le amministrazioni comunali continua e il confronto è fondamentale, perchè lo Stato offre una forbice che va da 0,5 a 5 euro a presenza

I Comuni non possono farne a meno, la tassa di soggiorno ci sarà. Probabilmente solo Bellaria si tirerà indietro. Ma la discussione tra le amministrazioni comunali continua e il confronto è fondamentale, perchè lo Stato offre una forbice che va da 0,5 a 5 euro a presenza, con criteri che vanno in base al tipo di sistemazione scelta dai turisti. Rimini calcola un introito nelle casse comunali di 7,5 milioni euro. Ovviamente non è in discussione l'esenzione per i bambini, anche se non è ancora definita nemmeno la fascia di età.

Il Comune di Rimini, per bocca dell'Assessore al bilancio, Gian Luca Brasini, ha precisato, secondo quanto riportato dal Corriere Romagna, come la tassa sia inevitabile per non pesare sui cittadini con l'addizionale Irpef. Per l'applicazione si dovrebbe arrivare a Pasqua.

Un plauso arriva dal coordinatore comunale del Sel, Eugenio Pari: “Si tratta di un fatto importante perché dimostra la comprensione della situazione sociale da parte dell’Amministrazione e perché applicare la tassa di soggiorno significherebbe ottenere entrate per un numero pari a dieci volte circa  rispetto, invece, all’addizionale. A questo punto però riteniamo assolutamente necessario che l’Amministrazione oltre questo importantissimo passo ne compia coerentemente altri, primo fra tutti reintegrare le risorse per l’assistenza domiciliare a disabili e anziani non autosufficienti. Inoltre è molto importante che le risorse derivanti dalla tassa di soggiorno (10 milioni circa) vengano destinate a coloro che maggiormente vivono gli effetti della crisi, sostenendo la centralità del soggetto pubblico nelle politiche di welfare locale in modo tale da comporre la frattura sociale che sempre più si sta verificando e per promuovere politiche attive del lavoro, compreso il sostegno alle imprese per investimenti produttivi”.

Ovviamente gli albergatori sono pronti alla battaglia, in maniera particolare perchè non è stata ancora decisa la destinazione degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno. Per cui scenderanno in piazza lunedì per protestare.


 

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