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Turismo, Vitali: "Il modello Rimini non è superato. Ma va aggiornato"

L'analisi è del presidente della Provincia, Stefano Vitali, il quale crede "che questa condizione possa permanere per un bel po' di anni, considerati i preoccupanti scenari a breve e medio termine dell'economia italiana".

Redazione26 luglio 2013

“I dati statistici provvisori dei primi sei mesi del 2013, mettono bene in evidenza come la Riviera di Rimini solo grazie all’incremento di turisti stranieri (conferma dei russi e ‘ritorno’ dei tedeschi, soprattutto) compensi, seppur in minima parte, il calo evidente del mercato interno". L'analisi è del presidente della Provincia, Stefano Vitali, il quale crede "che questa condizione possa permanere per un bel po’ di anni, considerati i preoccupanti scenari a breve e medio termine dell’economia italiana".

"Ciò comporta una riflessione in più per località ad alta concentrazione turistica come la nostra, obbligate necessariamente a riconvertirsi in fretta per rendersi attrattiva a un segmento estero, a questo punto essenziale anche per le sorti del turismo riminese - aggiunge Vitali -. Il motore internazionale di ricerca ricettiva ‘Trivago’ compara la quantità e qualità dei servizi ricettivi dei 5 territori leader per accoglienza che si affacciano sul Mediterraneo. Se per il prezzo della camera, la Riviera di Rimini se la cava più che bene, quello che ci vede indietro rispetto alla concorrenza sono i servizi richiesti dagli standard internazionali: 17% gli alberghi con aria condizionata, 6% quelli con piscina, 19% le strutture dotate di parcheggio proprio e 7% di wi fi. Nei medesimi campi, Mykonos fa registrare 85% (aria condizionata), 35% (piscina), 55% (parcheggio), 45% (Wi fi); Creta 89% (aria condizionata), 59% (piscina), 66% (parcheggio), 31% (wi fi); Nizza 50% (aria condizionata), 15% (piscina), 38% (parcheggio), 49% (wi fi); Lloret de Mar 37% (aria condizionata), 40% (piscina), 36% (parcheggio), 16% (wi fi)".

"Non sono così sicuro che le percentuali di ‘Trivago’ siano attendibili al millesimo (ho dubbi, ad esempio, sulla scarsa percentuale di strutture con aria condizionata), ma in ogni caso è chiaro che esse indicano un problema e un settore strategico che merita attenzione come e quanto quella giustamente riservata alla qualità delle acque del mare - prosegue il presidente della Provincia -. Il tema della riqualificazione alberghiera, seppur affrontato e spinto negli ultimi anni grazie anche a leggi importanti come la 40 della Regione Emilia Romagna, ha assolutamente bisogno di una accelerazione, se non un vero e proprio ‘choc pilotato’. Non è solo questione di nuovi incentivi economici (di complessa erogazione visto lo stato delle casse pubbliche) e di agevolazioni fiscali (più invocate che effettive) alle strutture alberghiere che vogliono innalzare la qualità".

Secondo Vitali "occorre riattivare il circuito delle idee, sia da parte di noi Enti pubblici che dovremmo fare un enorme passo avanti (o, meglio, indietro…) sul fronte di una burocrazia, completamente ‘fuori mercato’, che di fatto si rivela diffidenza verso chi ha iniziativa; sia da parte del privato che non può accontentarsi e sperare che, passata la crisi, tutto torni come prima. Soprattutto occorre che nella meritoria pianificazione strategica che, a livello locale, è stata più volte attivata, emerga chiaramente la soluzione al problema dell’innalzamento qualitativo dell’industria dell’accoglienza".

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"Aggiungo, a costo di prendere atto che ciò che eravamo non potrà più essere in futuro, e dunque occorra cambiare radicalmente con scelte forti e inusuali - conclude Vitali -. Il modello Rimini, che ha fatto scuola in Europa, non è sorpassato, ma semmai va aggiornato, alla luce di un mercato che è in rapidissima evoluzione e dunque va accompagnato. Voltare la testa dall’altra parte o indietro non è una soluzione efficace.”.

Stefano Vitali
turismo

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