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A "Onde Corte" il giornalismo d’inchiesta che “minaccia” le mafie

Redazione RiminiToday19 aprile 2012

Presso CORTE Coriano Teatro Dal 22/04/2012 Al 22/04/2012

Il giornalismo d’inchiesta che minaccia le mafie: a Onde Corte va in scena “Voce alle parole”, una prima nazionale con l’attrice Tiziana Di Masi ed i giornalisti Michele Albanese, Arnaldo Capezzuto e Roberto Rossi. Lo spettacolo è patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna ed organizzato in collaborazione con l’Associazione Ilaria Alpi e il Coordinamento antimafie riminese.

L’attrice, ancora in tournèe con il suo “Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida” (oltre 100 repliche), salirà sul palcoscenico di Coriano per “dare voce alle parole scritte”. Raccontare, interpretare davanti al pubblico quel che al lettore non sempre arriva, è l'obiettivo di questo progetto che crea un collegamento tra teatro di narrazione e giornalismo di inchiesta. Perché gli articoli che hanno scatenato la reazione della criminalità organizzata nei confronti di cronisti colpevoli soltanto di aver fatto fino in fondo il proprio dovere, costituiscono un patrimonio civile che deve essere alimentato e diffuso, perché questi testimoni dell'informazione non devono essere lasciati soli. L'osservatorio della Fnsi e dell'Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati nel corso del 2011 ha segnalato 95 episodi di esplicite
minacce, in cui sono stati coinvolti 324 giornalisti
. L'osservatorio ne ha già segnalati cinque nel 2012, con 19 giornalisti coinvolti. Perché questi cronisti sono stati minacciati? Cosa hanno scritto? Quali interessi hanno colpito per essere finiti nel mirino di organizzazioni di vario tipo, e in particolare delle mafie? Con Tiziana Di Masi saliranno sul palco di CORTE, per l’occasione, i giornalisti Michele Albanese (Il Quotidiano della Calabria), oggetto di minacce per gli articoli relativi al territorio di Rosarno, Arnaldo Capezzuto, che ha lavorato a NapoliPiù ed è tra gli autori de “Il Casalese”, e Roberto Rossi, coautore di Avanposto, nella Calabria dei giornalisti infami.

“Il progetto – dice Tiziana Di Masi – prevede la scelta di giornalisti che ho avuto modo di conoscere nel corso della circuitazione di “Mafie in pentola”, lo spettacolo che ho realizzato con Libera Terra e che mi ha dato la possibilità di conoscere ed entrare in contatto con realtà e territori "caldi" di questo Paese, da nord a sud, e ovunque ne ho tratto la certezza che lì dove ci si imbatte nel peggio, cioè nel radicamento della criminalità organizzata, proprio lì c'è un movimento autentico, straordinario di antimafia sociale e fra i primi partigiani di questa nuova resistenza ci sono i giornalisti in prima linea. Michele Albanese (Il Quotidiano della Calabria), Arnaldo Capezzuto (NapoliPiù), Nino Amadore (Il Sole 24 Ore, Sicilia), Giovanni Tizian (Gazzetta di Modena), Giuseppe Catozzella (Milanomafia.com), Roberto Rossi (coautore di "Avamposto, nella Calabria dei giornalisti infami") sono alcuni dei giornalisti che propongo. La mia idea è di estendere comunque l'invito ad altri cronisti che operano spesso nella precarietà e che per pochi euro al pezzo, lontano dai riflettori della celebrità, raccontano a un lettore sempre più distratto ciò che accade spesso sotto la porta di casa sua. Credo che la forza della voce possa arrivare là dove la scrittura talvolta non riesce. Questi sono autentici "attori civili", costituiscono il baluardo e il presidio della resistenza più forte che la nostra civiltà è chiamata a difendere”.

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