Quarant'anni dopo, torna il Casanova del maestro Federico Fellini

La Cineteca del Comune di Rimini organizza, lunedì, una giornata dedicata al racconto del Casanova di Fellini in occasione dei 40 anni dall'uscita nelle sale.

Dopo la giornata di studi organizzata in collaborazione con l'Università di Bologna, e il Campus di Rimini, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico di studenti e appassionati di cinema, e in occasione del 23° anniversario della scomparsa di Federico Fellini, la Cineteca del Comune di Rimini organizza, lunedì, una giornata dedicata al racconto del Casanova di Fellini in occasione dei 40 anni dall'uscita nelle sale.

Un duplice appuntamento che si apre alle ore 17,30 presso le sale antiche della Biblioteca Gambalunga con il ricordo di Gianfranco Angelucci, regista, sceneggiatore, autore insieme a Liliana Betti dello special sul film “E il Casanova di Federico Fellini”, amico e collaboratore, per oltre vent'anni anni di Fellini e di Leda Lojodice, ballerina e coreografa, indimenticabile interprete di Rosalba, la bambola meccanica.

Durante questo incontro verrà presentato al pubblico il foglio manoscritto, acquistato dal Comune di Rimini, proveniente dal “Libro dei sogni”. Il foglio recuperato è datato “29.10.1961”: sul fronte è raffigurata una gigantesca Anita Ekberg, come poi apparirà nella sequenza dell'incubo de Le tentazioni del dottor Antonio, l'episodio di Fellini nel film collettivo Boccaccio '70. Nel retro, invece, è trascritto uno dei pochi sogni in cui compare il fratello Riccardo rappresentato durante un esercizio ginnico agli anelli con, di spalle, sulla destra il padre Urbano e, in basso sulla sinistra, il piccolo Federico. A tutti i partecipanti verrà data in omaggio la pubblicazione “Fellini Oniricon. Il libro dei miei sogni”, catalogo della grande mostra organizzata a Roma nel 2007 all'Auditorium Parco della Musica dedicata al Libro dei sogni .

Alle ore 21, presso la sala della Cineteca Comunale, Angelucci e la Lojodice, che hanno vissuto entrambi in prima persona l'esperienza unica e meravigliosa di quel set introdurranno la proiezione del film.

Sarà l'occasione per riscoprire uno dei capolavori più coraggiosi, rigorosi e stilisticamente compiuti di Federico Fellini. Come disse lo stesso regista nelle pagine di “Intervista sul cinema” a cura di Giovanni Grazzini, il Casanova è stato il suo film più compiuto, quello che ancora oggi mantiene intatto il forte impatto visivo, una spiccata propensione alla visionarietà e un gusto straniante, ottenuto abilmente dal regista attraverso l'attenzione maniacale per il dettaglio e per la resa formale di ogni singola inquadratura. Il punto di forza dell'intera pellicola, oltre alla presenza costante e “oscura” del simbolismo scenico è il colorismo pulsante che Fellini elabora, con un intento puramente rivelatore. La costruzione dell'immagine acquista senso compiuto anche in virtù del complesso gioco di coincidenze cromatiche tra l'universo interiore del Casanova e la realtà più allargata di una società allucinata e irrazionale. Un uso del colore totalizzante capace di trasfigurare la realtà tramutandola in una dimensione onirica. Questa è una costante che accompagna e caratterizza l'universo creativo del regista negli anni '70, diventando matrice imprescindibile di incubi, visioni, epifanie e ricordi.

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