Lo scrittore riminese Michele Marziani si aggiudica il premio Francesco Serantini

È stato assegnato allo scrittore riminese Michele Marziani, per il suo romanzo Barafonda, il “Premio letterario Francesco Serantini” indetto dal Tribunato di Romagna

È stato assegnato allo scrittore riminese Michele Marziani, per il suo romanzo Barafonda, il “Premio letterario Francesco Serantini” indetto dal Tribunato di Romagna. Il concorso, giunto alla XIV edizione, è destinato a opere di narrativa di ispirazione romagnola. La giuria che ha assegnato il premio a Michele Marziani, era presieduta dallo scrittore Piero Meldini e composta da Dante Bolognesi, Veniero Casadio Strozzi, Paolo Morelli e Dafne Neri Serantini.
 
«Lo considero un grande riconoscimento per il mio lavoro – dice Michele Marziani –. Soprattutto se guardo al palmarés del premio che in passato è stato assegnato ad autori come Piero Meldini, oggi presidente della giuria del concorso, Eraldo Baldini, Cristiano Cavina, Silvia Di Natale, Francesco Fuschini, Gino Montesanto, Gian Ruggero Manzoni. Non solo, per me che sono sempre un po' nomade e spesso mi ritrovo senza radici, vincere un premio in Romagna significa un po' ritrovare un'identità, un luogo dove riconoscersi.
Tanto più adesso che è uscito il mio nuovo romanzo Nel nome di Marco che si svolge attorno alla figura del ciclista Marco Pantani, anche lui romagnolo».

Il romanzo Barafonda, uscito nel 2011, per la casa editrice fiorentina Barbés, è ambientato nell'omonimo quartiere riminese e racconta la storia di uno stimato medico pediatra, che per trent’anni ha esercitato abusivamente la professione in Italia e in Africa. Poi per un’infelice coincidenza il suo imbroglio sarà smascherato e si scopre che non aveva conseguito la laurea. Cambia tutto, le prospettive, gli affetti. La moglie gli chiude la porta in faccia e lo mette in cattiva luce davanti ai tre figli. Il carcere, la sistemazione nella piccola e malmessa casetta ereditata dalla madre tra il fiume e il mare. E bisogna trovare di cosa vivere ora che il medico non lo può più fare. Per fortuna ci sono i vicini di casa, una coppia di algerini con un cuore grande e tanti figli, e Jelena, donna slava scampata ai massacri del suo paese, che ama l'ex pediatra nonostante il suo razzismo e un brutto carattere, spesso peggiorato dall’alcol. Forse la vita si può inventare un’altra volta. Oppure no, che con la malattia le bugie non funzionano. Una storia dura, scomoda, poetica, ironica, per raccontare i piccoli e grandi mali del nostro tempo. Michele Marziani con la sua scrittura lieve, ma per certi versi chirurgica, fa sorridere o commuovere, dice le cose come sono senza retorica e giri di parole. Accetta la contraddizione e l’irrisolvibile, anche nel linguaggio.

Il premio intitolato allo scrittore faentino Francesco Serantini, sarà consegnato da Dafne Neri Serantini a Michele Marziani il 10 novembre a Cesena in occasione della tornata di novembre del Tribunato di Romagna.

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