Marco Missiroli presenta il suo ultimo libro Il senso dell’elefante

Sarà il riminese Marco Missiroli (premio Campiello opera prima nel 2005) a presentare il suo ultimo libro edito da Guanda Il senso dell’elefante sabato alle ore 17 alla Sala del Giudizio del Museo della Città

Sarà il riminese Marco Missiroli (premio Campiello opera prima nel 2005) a presentare il suo ultimo libro edito da Guanda Il senso dell’elefante sabato alle ore 17 alla Sala del Giudizio del Museo della Città. Una presentazione arricchita dalle letture di Gianluca Reggiani. “E’ con orgoglio – ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi che sarà presente allevento - che abbiamo accompagnato la scelta di Marco Missiroli di scegliere Rimini, la sua città, per la presentazione del suo ultimo libro".

"Un atto d’affetto e d’amore verso la propria città, verso le proprie radici che ci dice quanto esse contino nella vita e nella formazione, nel lavoro e nel successo dei tanti nostri giovani talenti che si stanno affermando nel panorama culturale italiano e non solo - HA PROSEGUITO IL PRIMO CITTADINO -. Una ricchezza di cui la città deve avere la consapevolezza ed esserne orgogliosa, perché è grazie a questi giovani talenti, all’altezza della loro opera, del loro pensiero che Rimini potrà fare quel salto culturale che inevitabilmente non potrà che avere una ricaduta per migliorare le relazioni tra le persone ma anche sull’economia e sullo sviluppo dell’intera città.”

 Marco Missiroli è nato il 2 febbraio 1981 a Rimini. Ha pubblicato Senza Coda (Fanucci, 2005), con cui ha vinto il premio Campiello opera prima, Il buio addosso (Guanda, 2007) e Bianco (Guanda, 2009, premio Comisso e premio Tondelli) e oggi vive e lavora a Milano. In questo romanzo Marco Missiroli va al cuore della sua narrativa, raccontando il sottile confine tra l’amore e il tradimento, il conflitto con la fede e la dedizione verso l’altro. A partire da una semplice, terribile domanda: a che cosa siamo disposti a rinunciare per proteggere i nostri legami? La devozione verso tutti i figli, al di là dei legami di sangue: è il senso dell’elefante, codice inscritto in uno dei mammiferi più controversi, e amuleto di una storia che comincia in un condominio di Milano.

Pietro è il nuovo portinaio, ha lasciato all’improvviso la sua Rimini per affrontare un destino chiuso tra le mura del palazzo su cui sta vegliando. Era prete fino a poco tempo prima, ora è custode taciturno di chiavi e appartamenti, segnato da un rapporto enigmatico con uno dei condomini, il dottor Martini, un giovane medico che vive con moglie e figlia al secondo piano. Perché Pietro entra in casa di Martini quando non c’è? Perché lo segue fino a condividere con lui una verità inconfessabile? Il segreto che li unisce scava nel significato dei rapporti affettivi, veri protagonisti di un intreccio che si svela a poco a poco, arrivando all’origine di tutto: una ragazza conosciuta da Pietro quando era un sacerdote senza Dio, in una Rimini dura e poetica, a tratti felliniana. Qui inizia questa storia che accompagna i suoi personaggi nella ricerca di un antidoto alla solitudine dei nostri tempi, verso una libertà di scelta, e di sacrificio.

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