Al Galli sipario su "Regalo di Natale", lo spettacolo di Pupi Avati con Gigio Alberti

Una villa di campagna, la notte di Natale. Quattro amici che non si vedono da dieci anni si ritrovano per una partita a poker. Sul piatto, oltre ai soldi, c’è il bilancio della vita di ognuno: i fallimenti, i tradimenti, le menzogne e gli inganni, in una partita che lascerà i personaggi tutti sconfitti. Regalo di Natale, uno dei film più apprezzati di Pupi Avati, rivive a teatro con la regia di Marcello Cotugno e arriva al Teatro Galli venerdì 29 marzo alle 21, nell’ultimo appuntamento del cartellone del Turno D-altri percorsi.

Lucido, amaro, avvincente, Regalo di Natale originariamente ambientato negli anni Ottanta è trasposto in questo adattamento teatrale nel 2008, anno in cui la crisi economica globale si è abbattuta sull’Europa e in cui il gioco d’azzardo sembra la risposta al precariato e alla recessione. Quattro amici di vecchia data, Lele, Ugo, Stefano e Franco, si ritrovano la notte di Natale per giocare a poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Santelia, un ricco industriale contattato da Ugo per partecipare alla partita. Franco è proprietario di un importante cinema di Milano ed è il più ricco dei quattro, l'unico ad avere le risorse economiche per poter battere l'avvocato, il quale tra l'altro è noto nel giro per le sue ingenti perdite. La partita si rivela ben presto tutt'altro che amichevole. Tra Franco e Ugo i rapporti sono tesi; la loro amicizia, infatti, è compromessa da anni, al punto tale che Franco, indispettito dalla presenza dell'ormai ex amico, quasi decide di tornarsene a casa.

La sola prospettiva di vincere la somma necessaria alla ristrutturazione del cinema lo fa desistere dall'idea. I soldi facili sono la chimera inseguita dai protagonisti, in un crescendo di tensione che rivela mano dopo mano come, al tavolo verde, questi uomini si stiano giocando ben più di una manciata di fiches. Cinque attori di grande livello, Gigio Alberti, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase e Fulvio Pepe (in questa occasione sul palco al posto di Filippo Dini), si calano in una partita che probabilmente lascerà i loro personaggi tutti sconfitti, a dimostrazione di come alcuni valori fondamentali delle relazioni umane - amicizia, lealtà e consapevolezza di sé - stiano tramontando dal nostro orizzonte. “Con la sua stringente contemporaneità e la sua universalità fuori dal tempo, la parabola di Regalo di Natale è allora il trionfo del singolo sul collettivo – scrive il regista - è la metafora del successo di uno conquistato a spese di tutti, è il simbolo di una teatralità doppia e meschina, è un’amara una riflessione su come stiamo diventando”.

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