"Perchè non parli": Paolo Cevoli torna in scena con un nuovo monologo

Paolo Cevoli rinnova la sua fortunata collaborazione artistica con Daniele Sala con un nuovo monologo comico-storico. Questa volta l’attore romagnolo interpreta Vincenzo "Cencio" Donati, il garzone, distratto e pasticcione, di Michelangelo Buonarroti che a causa della sua balbuzie non riesce mai a esprimersi correttamente. Per questo motivo il sommo scultore fiorentino si rivolge a lui con la famosa frase "Perché non parli, bischero tartaglione!".

LA TRAMA - Cencio è un orfanello cresciuto nel convento dei frati domenicani di Bologna. Da bimbo è paffutello, biondo e riccio, tanto è vero che Michelangelo lo prende a modello per la statua di un angelo. Ma il piccolo Cencio ha un difetto: è mancino e usa la “manina del diavolo” anche per farsi il segno della croce. Per correggere questo “difetto” i frati gli legano la mano sinistra dietro alla schiena e così Cencio inizia a balbettare. Fin quando, incontrando una compagnia di guitti, scoprirà che la sua parlata non ha incertezze quando legge e quando recita. La sua vita sarà legata fino alla fine con quella di Michelangelo. Anche quando Cencio, nella Cappella Sistina, alzando gli occhi verso la volta affrescata, vede Adamo che allunga la mano verso Dio: “Ma A-da-da-mo è ma-ma-mancino! Vigliacca boia!”. Perché non parli è la terza commedia/monologo storica, scritta ed interpretata da Paolo Cevoli con la regia di Daniele Sala, dopo il successo de La Penultima Cena (le vicende del cuoco dell’Ultima Cena) e de Il Sosia di Lui (la controfigura di Mussolini).

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