Problema amianto, Fare Ambiente presenta una proposta di legge

I dati emersi durante il convegno, sono alquanto preoccupanti: 28mila siti, tra pubblici e privati, con amianto friabile e compatto da bonificare, per un totale complessivo di 32 milioni di tonnellate di materiale contaminato

'1992-2014, ventidue anni dalla problematica dell’amianto'. E' questo il titolo del convegno organizzato da FareAmbiente tenutosi la scorsa settimana nella sala degli atti parlamentari del senato a Roma e a cui hanno partecipato anche le Guardie Ecozoofile di Rimini. "Abbiamo deciso da subito di partecipare al convegno in quanto l'amianto è ancora presente in abbondanza – afferma il responsabile regionale Emilia Romagna delle Guardie Ecozoofile Matteo Fangarezzi. – Inoltre, come Guardie Ecozoofile, siamo stati chiamati in causa. Dobbiamo e vogliamo essere in prima fila, dando il nostro contributo per la gestione e risoluzione del problema".

I dati emersi durante il convegno, sono alquanto preoccupanti: 28mila siti, tra pubblici e privati, con amianto friabile e compatto da bonificare, per un totale complessivo di 32 milioni di tonnellate di materiale contaminato e un miliardo di metri quadrati di superfici di tetti in cemento amianto, a fronte di poco più di 800 bonifiche effettuate a partire dal 1992, considerato 'l’anno zero' del problema. In questa occasione è stata promossa anche una iniziativa legislativa articolata in 3 punti. Il primo riguarda proprio le Guardie Ecozoofile che potrebbero, dopo una opportuna formazione da delegare alle regioni, permettere l’individuazione dei materiali contenenti amianto dispersi, il loro censimento e successive bonifiche; l'introduzione di semplificazioni delle pratiche per la bonifica; una integrazione del quadro normativo al fine di evitare contenziosi nati nella difficile valutazione delle esposizioni all’amianto dei lavoratori. Un passaggio, quest’ultimo, molto importante se si considera che i tumori dovuti all’esposizione all’amianto, misurati epidemiologicamente, negli ultimi 4 anni sono stati circa 1000 l’anno. A questo vanno aggiunti poi i tumori polmonari di cui non può essere provata una diretta correlazione al materiale, ma che hanno colpito numerosi lavoratori che vi sono stati esposti.

E poi ci sono i costi di bonifica, trasporto e smaltimento, che ammontano a circa 900 euro al metro cubo per l’amianto compatto (il cosiddetto amianto cemento) e 3500/4000 euro per quello friabile. Costi altissimi, dal momento che lo smaltimento finale avviene in Germania. Secondo Oreste Pastorelli (Psi), membro della VIII commissione ambiente della camera, "la politica deve fare di più, dal momento che a oggi sono state stimate tra i 30 e i 40 milioni di tonnellate di materiale contaminato da smaltire". Ha inoltre rimarcato la parziale inoperatività del Piano Nazionale Amianto, che deve essere ancora approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, e il mancato utilizzo di parte del fondo per le vittime dell’amianto. "Tutto questo – prosegue – conferma che molto deve essere ancora fatto dallo Stato italiano per quei cittadini colpiti dalle conseguenze nefaste di questo materiale, nonché per i siti contaminati". Piuttosto propositivo si è invece dimostrato Maurizio Gasparri, vicepresidente di Palazzo Madama, che ha dichiarato che si farà carico di trasformare questa proposta in Legge e di coinvolgere altri parlamentari in tale iniziativa.

A tale proposito, Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente, si è detto pienamente soddisfatto dell’iniziativa e si augura che l’approvazione di tale Legge, i cui primi firmatari sono proprio Maurizio Gasparri e Oreste Pastorelli, serva a creare una maggior sensibilità nei confronti di questo grande e grave problema e che contribuisca a sburocratizzare il più possibile, le norme relative alle bonifiche, così da incentivare, soprattutto i privati, a procedere allo smaltimento dei materiali contaminati.

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