Aeroporti, Gnassi: "Sarà il mercato a decidere". Zattini: "A Forlì progetto non centrato sui low cost"

Scintille ma anche punti di vista convergenti sugli aeroporti in Romagna, con i due poli, ancora una volta, rappresentati da Forlì e Rimini

Scintille ma anche punti di vista convergenti sugli aeroporti in Romagna, con i due poli, ancora una volta, rappresentati da Forlì (che ha un aeroporto che attende la ripartenza, intralciata dalla burocrazia romana, e ha già una cordata di imprenditori al lavoro) e Rimini (che invece ha un aeroporto più che mai in funzione). Sullo sfondo si stagliano le ombre del passato quando i due scali si impegnarono in una lite all’ultimo sangue che li portò, assieme ad altri fattori, entrambi al fallimento.

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Se ne è parlato al confronto tra i quattro sindaci di mercoledì sera alla festa dell’Unità di Borgo Sisa, sul confine tra Forlì e Ravenna, presenti Gian Luca Zattini, sindaco di centro-destra di Forlì, Enzo Lattuca, sindaco di Cesena, Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e Andrea Gnassi, sindaco di Rimini.

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Annuncia Zattini: “Venerdì arriverà all’aeroporto di Forlì il sottosegretario Candiani, un incontro con la società concessionaria per arrivare il più velocemente possibile ad una soluzione sull’assegnazione dei Vigili del fuoco”. E’ realistico il primo cittadino mercuriale: “E’ ormai saltata l’ipotesi di riapertura, lavoriamo ad una soluzione che permetta l’apertura in primavera”. Zattini traccia la vocazione dello scalo forlivese: “Abbiamo una storia universitaria e di formazione legata al volo, c’è un tecnopolo aeronautico e una specializzazione sulla manutenzione, tutto questo può creare una grande ricaduta”. Senza tuttavia rinunciare certo al traffico passeggeri: “C’è un grande interesse anche della Riviera e dei suoi operatori turistici”. E conclude: “L’aeroporto lo abbiamo, non si costruisce niente di nuovo, bisogna valorizzarlo. Proporrò ai sindaci un auspicio congiunto al governo affinché si riapra il prima possibile”.

Da Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, arrivano degli altolà: “Sarà il mercato che decide se è conveniente atterrare a Bologna,  Milano,  Forlì o Rimini”, ma appoggia Zattini quando indica “una vocazione di Forlì per la scuola, l’università e il polo tecnologico dell’aeronautica”. Ed ancora: “Sugli aeroporti se si mischia la politica è finita” e mette un no categorico a “politiche di marketing aggressive, perché se ti fai concorrenza sui contributi dati alle compagnie aeree per venire da te, non rientri degli investimenti e Sansavini (Ettore Sansavini, l’imprenditore di Villa Maria e nella cordata della società di gestione del Ridolfi di Forlì, ndr) questo lo sa bene. Altrimenti è un film che abbiamo già visto”. Ed è qui che Gnassi incassa un sostanziale ok di Zattini: “Sono d’accordo: un aeroporto con le sole compagnie low cost non sta in piedi. Bisogna creare un progetto e una vocazione”.

Spettatori del dibattito Michele De Pascale di Ravenna (che però ha annuito a molti passaggi di Zattini, ndr) ed Enzo Lattuca, sindaco di Cesena che tenta una ricucitura ecumenica: “L’aeroporto migliore per la Romagna sarebbe l’infrastruttura di Forlì, che ha un grande potenziale di crescita, e il marketing di Rimini, dato che Rimini in Europa non è ‘Bologna con una sigla’ ma ‘Rimini’. Questa situazione in Romagna non c’è, non voglio parteggiare ed entrambi gli aeroporti provino a spiccare il volo, però con l’attenzione che affidarsi alla selezione del mercato non generi un difetto competitivo per tutto il territorio e gli impedisca di fare un passo in avanti con le infrastrutture aeroportuali”. 

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